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SUMMARY:DAVID KIKOSKI trio feat. ELIO COPPOLA & ALEX CLAFFY
DESCRIPTION:  \n  \n\nINGRESSO EURO 10\n \nNato nel 1961\, David Kikoski ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di sei anni sotto la guida del padre. Durante l’adolescenza suona in vari gruppi di jazz e rock\, vincendo “The New Jersey Allstate Jazz Competition”. Dopo il liceo si iscrive al Berklee College of Music di Boston\, diplomandosi in pianoforte. Negli anni trascorsi a Boston forma un proprio trio ospitando a volte Pat Metheny\, con cui successivamente inciderà insieme a Roy Haynes.\n \nTrasferitosi a New York nel 1984\, Kikoski non tarda ad affermarsi sulla scena musicale jazzistica. La prima occasione importante gli viene offerta proprio da Roy Haynes\, segnando l’inizio di una partnership che dura fino ai nostri giorni. Grazie a questa collaborazione David Kikoski ha modo di incontrare\, suonare e incidere tra gli altri con musicisti del calibro di Randy Brecker\, Joe Henderson\, Ron Carter\, Al Foster\, Buster Williams e Bob Berg. Nel 1989 incide il suo primo disco alla testa di un proprio trio\, comprendente Eddie Gomez e Al Foster. Il secondo disco\, prodotto da Walter Becker degli Steely Dan\, vede la partecipazione di Randy Brecker e Billy Hart.\n\n \nAll’inizio degli anni ’90 Kikoski fa parte del quartetto di Bob Berg\, e incide a proprio nome “Another Standard” per l’etichetta Stretch di Chick Corea. Nel 1994 incide per l’etichetta Sony Epicure l’album “David Kikoski”\, in trio con Essiet Essiet e Al Foster.\n\n \nNegli anni successivi David Kikoski collabora con numerosi grandi musicisti tra cui John Scofield\, Brian Lynch\, Peter Erskine\, Red Rodney\, Ravi Coltrane\, Chris Potter\, Christian McBride\, Joe Henderson\, Joey Baron\, Dave Holland\, Mike Stern\, Chick Corea\, Toots Thielemans\, Pat Metheny\, Victor Lewis\, Tom Harrell\, Gary Thomas\, Marcus Miller\, la Mingus Big Band e Michael Brecker. Dal 1997 David Kikoski ha iniziato con l’etichetta olandese Criss Cross una fruttuosa collaborazione che ha prodotto ” Inner Trust”\, del 1997\, in trio con Ed Howard e Leon Parker\, “The Maze” insieme a Jeff “Tain” Watts\, Seamus Blake e Scott Colley\, “Almost Twilight” registrato con John Patitucci e Jeff “Tain” Watts dopo un ingaggio di una settimana allo “Sweet Basil” di New York\, e ancora “Combinations”\, “Surf’s Up”\, “Details” e “Limits”.\n\n \nTra le sue più recenti realizzazioni discografiche vi è inoltre il progetto “BeatleJazz”\, i cui lavori hanno ottenuto grande successo e hanno visto come ospiti la partecipazione di numerosi grandi musicisti tra cui Michael Brecker\, Randy Brecker\, Joe Lovano\, Toots Thielemans\, Larry Grenadier e John Scofield. Musicista di grandi doti tecniche e di forte spessore jazzistico\, Kikoski è anche uno dei musicisti più generosi che ci siano sulla scena.\n \nNel 2001 Roy Haynes invita Kikoski a unirsi alla sua nuova allstars band\, comprendente Dave Holland\, Roy Hargrove e Kenny Garrett\, Nicholas Payton e Christian McBride per effettuare delle tournée e un’incisione\, che ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards. Più recentemente David Kikoski ha collaborato con la “Soul Bop Band” di Randy Brecker e Bill Evans\, e i Brecker Brothers.\n\n \nIl suo stile trae ispirazione da svariate fonti e presenta un distillato sapientemente equilibrato della storia del piano jazz\, vista attraverso l’ottica di un musicista che ne vive l’evoluzione costantemente in prima linea da oltre due decenni sulla scena di New York. Tutto ciò\, insieme a un bagaglio lessicale jazzistico apparentemente inesauribile\, porta David Kikoski a fornire invariabilmente dal vivo un set di grande forza espressiva e peso specifico\, che risulta assolutamente convincente.\n\n\n \nLINE UP:\n \n\nDavid Kikoski – piano\nAlex Claffy – contrabbasso\nElio Coppola – batteria\n\n\n \nOBBLIGATORIO IL GREEN PASS \n \n52nd Jazz\n  \n  \n 
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SUMMARY:Simone Alessandrini Storytellers
DESCRIPTION:  \n  \n\nINGRESSO EURO 10\n \nSi chiama Mania Hotel il nuovo album del sassofonista Simone Alessandrini con la sua formazione Storytellers\, in uscita venerdì 24 Settembre per la Parco della Musica Records.\n \nMania Hotel\, un concept album interamente dedicato al tema della follia in cui Simone Alessandrini ha raccolto 5 storie realmente accadute\, alcune già note e altre che ha vissuto personalmente: la storia di Marina Luz\, la bambina abbandonata nella jungla e cresciuta dalle scimmie\, il Dr. Semmelweis “il salvatore delle madri”\, il lamento d’amore di Attilio\, la vicenda delle “libertine\, snaturate\, irose” rinchiuse nei manicomi durante il ventennio fascista e il giorno di ordinaria follia in un bar\, in cui viene scagliata la ferocia contro un nemico invisibile. Storie accadute in epoche diverse ma che hanno in comune la fragilità dell’identità dell’essere umano e di come questa possa essere cancellata dalla società stessa.\n \nMania Hotel è un luogo indefinito\, contenitore di 5 stanze che ospitano identità inespresse. Ma c’è una presenza che le attraversa\, che parla con loro e che può decidere la loro permanenza in quel luogo. Questa presenza non è altro che il tempo stesso. Il tempo che stabilisce la linea sottile tra normalità e follia. Il tempo che fa da giudice e da guaritore.\nMentre nel primo album (Storytellers\, 2017)\, tra mito e storia\, aveva rievocato alcuni personaggi comuni ma allo stesso tempo leggendari\, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale\, in questo secondo lavoro Simone Alessandrini diventa prima osservatore\, poi narratore e infine erede di un’umanità che ha cercato per tutta la vita la propria libertà.\n \nMusicalmente accade molto. Si aprono degli scenari che tendono verso il rock ma allo stesso tempo è evidente l’influenza della musica colta di inizio ‘900. C’è l’eco della fanfara popolare ma anche l’influenza di Tom Waits. La scrittura dei brani è molto rigorosa anche se più volte si libera a momenti di impro totale. “Mania Hotel” è un contenitore sonoro\, il cui sound dinamico riesce ad oscillare tra il mondo acustico e quello elettrico\, dove i tre fiati in prima linea portano New Orleans in Europa\, alternando momenti acidi a un sound melanconico ed evocativo.\n\n\n \nLINE UP:\n \n\n\nSimone Alessandrini – alto sax\, karaoke toy\, chitarra\nAntonello Sorrentino – trumpet\nFederico Pascucci – tenor sax\, turkish clarinet\nRiccardo Gola – double bass\, synth bass\nRiccardo Gambatesa – drums\, percussion\n\n \nOBBLIGATORIO IL GREEN PASS \n \n52nd Jazz\n  \n  \n 
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SUMMARY:Pellini - Biseo Quartet
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 10\n\n“Red” Pellini è un sassofonista tenore\, arrangiatore\, compositore e direttore d’orchestra. Diplomato in clarinetto al Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma ed allievo del famoso clarinettista di jazz Tony Scott.E’ esperto di Jazz classico e Swing degli anni 1920-45 con particolare riguardo al repertorio di Bix Beiderbecke\, Louis Armstrong\, Benny Goodman e Lester Young.  Red Pellini si fa ambasciatore nel mondo per mantenere viva la grande musica Swing del periodo d’oro del Jazz e collabora sempre con musicisti di grande esperienza nel campo del jazz classico.Riccardo Biseo\, pianista\, compositore e arrangiatore di scuola jazz (è stato allievo di Amedeo Tommasi) ma con un multiforme talento che lo ha portato a percorrere anche strade diverse\, dal cinema alla televisione e al teatro\, fino alla commedia musicale e alla canzone d’autore (Fred Bongusto\, Bruno Lauzi\, Nicola Arigliano) Biseo è anche attivo nella didattica musicale. Ha una lunga partnership artistica con Christian De Sica e con Manuel De Sica. Come jazzman ha collaborato con artisti come Benny Golson\, Tony Scott\, Gianni Basso\, Eddy Palermo\, ed ha diretto un quartetto con il clarinettista Gianni Sanjust.  Biseo ha anche composto l’opera jazz “Concerto per un poeta”\, dedicata alla figura di Ezra Pound\, eseguita per la prima volta a Roma\, al Villa Celimontana Jazz Festival\, nel 2006. L’anno successivo il concerto-spettacolo venne ripreso con l’interpretazione di Giorgio Albertazzi.\n\nLINE UP:\n\n\nRed Pellini – sax tenore\nRiccardo Biseo – piano\nLight Palone – contrabbasso\nLucio Turco – batteria\n\n\nOBBLIGATORIO IL GREEN PASS \n\n52nd Jazz
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SUMMARY:Riccardo Fassi “ZABOOM 5TET”
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 10\n\nQuesto nuovo affascinante progetto\, propone nuove  composizioni  di Riccardo Fassi e Enrico Bracco\, due musicisti che hanno collaborato insieme nel tempo e che hanno in comune una visione del jazz contemporaneo innovativa e al contempo rispettosa della tradizione.\n\nMusiche  che attraverso una ricerca ritmica \, armonica \, e melodica \, esprimono una determinazione verso nuovi scenari sonori. L’esperienza compositiva di Riccardo Fassi \, noto per i suoi vivaci progetti con la  Tankio Band e la Pocket Orchestra\, aggiunge qui un ulteriore passo verso una visione del jazz viva ed urgente\, condivisa da Enrico Bracco che ha sviluppato una ricerca simile attraverso i suoi bellissimi  progetti in quintetto. Inoltre il gruppo interpreta composizioni di altri musicisti contemporanei come Alex Sipiagin\, o famosi standards interpretati in modo personale.\n\nIl gruppo affronta questo particolarissimo mondo sonoro con grande passione ed entusiasmo\, producendo una musica molto aperta ed stimolante\, basata su un interplay  vivace e sempre in movimento.\n\nLa formazione è composta oltre che da Fassi e Bracco\, molto conosciuti presso il pubblico degli appassionati\, da nuovi bravissimi musicisti di grande talento come Filippo Bianchini\, Francesco Pierotti e Francesco Merenda.\n\nLINE UP:\n\n\nRiccardo Fassi – piano/tastiere\nEnrico Bracco – chitarra\nFilippo Bianchini – sax ten\nFrancesco Pierotti – contrabbasso\nFrancesco Merenda – batteria\n\n\nOBBLIGATORIO IL GREEN PASS \n\n52nd Jazz
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SUMMARY:Jazz Combo diretta dal M° Nando Martella
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 10\n\nLa “JAZZ COMBO” a differenza alle Big bands tradizionali è una formazione musicale ridotta. Infatti il suo organico è composto da: 3 saxes\, 2 trombe\,1 trombone più il piano\, il contrabbasso\, la batteria e una cantante.\n\nEssa è nata nel 2015 all’interno dell’Associazione culturale “Jazz & dintorni” di Latina\, con l’obiettivo di promuovere il Jazz e tutta la musica ad esso legata.\nIl suo repertorio spazia dalle sonorità classiche dello Swing fino alle contaminazioni musicali del Latin Jazz e Jazz Rock con arrangiamenti sia del M° Martella Ferdinando che di altri arrangiatori come S.Nestico\, B.Mintzer\, D.Wolpe ecc.\n\nIl M° Martella che dirige questa ensamble è anche direttore della “Jazz Orchestra”\, egli ha maturato una notevole esperienza in questo settore musicale anche come solista in numerose esibizioni e sedute di registrazione.\nDiplomatosi in Tromba con il M° Michele Lacerenza e in “Musica Jazz” sotto la guida del M° Gerardo Iacoucci\, successivamente si è specializzato presso il “Berklee College of Music” di Boston (USA).\n\nAttualmente la band ha al suo attivo varie performances in Jazz Club e Jazz Festivals  tra cui la recente rassegna jazz organizzata dal “Be Jazz Collective” presso lo “Stoà” di Latina\, ottenendo ottime critiche.\n\nEssa è composta da: Sandro Paoletti\, Claudio Camilletti ed Alessandro Marchionni ai saxes; Nando Martella e Alberto Callari alle trombe\, Giacomo Mariani al trombone\, Vincenzo Bianchi al piano\, Luca Cantarelli al basso\, Giorgio Coronati alla batteria e Diletta Goggio alla voce.\n\n\nOBBLIGATORIO IL GREEN PASS \n\n52nd Jazz
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SUMMARY:Jaques Morelenbaum & Fred Martins
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 15  \n\nIl concerto unisce due grandi talenti della musica brasiliana: il cantante\, compositore\, chitarrista Fred Martins e il violoncellista Jaques Morelenbaum. \nIl repertorio del concerto si basa sul cd omonimo che riunisce le canzoni che Fred ha composto durante gli anni che ha vissuto tra Spagna e Portogallo\, oltre a successi precedenti così come qualche perla del repertorio della musica brasiliana e portoghese.\n \nIl concerto “Ultramarino” riconferma la connessione musicale tra Africa\, penisola Iberica e Brasile. \nFred Martins offre un repertorio che richiama gli emblematici compositori brasiliani. Combinando fluidità e sofisticazione\, le sue composizioni illustrano un dialogo tra samba\, bossa nova\, jazz\, blues e musica iberica. \n \nIl talento del compositore è stato riconosciuto dal prestigioso “Premio Visa de Musica Brasileira”. \nCon 7 album al suo attivo\, le sue composizioni sono state registrate anche da Adriana Calcanhoto\, Ney Matogrosso\, Maria Rita\, Zelia Duncan\, MPB4 tra gli altri. \nLe sue musiche sono state anche protagoniste in alcune novelas e serie TV di rede Globo. \nL’album Ultramarino è stato prodotto da Hector Castillo (vincitore di 4 Grammy Awards e collaboratore di David Bowie\, Björk\, Lou Reed\, Philip Glass\, tra gli altri).\n \nJaques Morelenbaum è uno dei protagonisti dela musica brasiliana\, conosciuto in tutto il mondo per le sue collaborazioni con Tom Jobim\, Caetano Veloso\, Gilberto Gil\, Marisa Monte\, Gal Costa\, Sting\, Mariza\, Cesária Évora\, Henri Salvador\, Ryuichi Sakamoto tra gli altri. Violoncellista\, arrangiatore e direttore musicale\, Morelenbaum\, vincitore di um Grammy Award\, ha composto musiche per numerosi film e ha diretto importanti orchestre sinfoniche.\n\n \nOBBLIGATORIO IL GREEN PASS \n 
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SUMMARY:Rosen | Bassi | Bencivenga | Borrelli | Raponi |  Round About Miles
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 12 – RIDOTTO STUDENTI EURO 5 – Round About Miles –  \n\nMichael Rosen sassofono\nNato nel 1963 ad Ithaca\, nello stato di New York\, Michael Rosen frequenta la Berklee School of Music\, dove vince una borsa di studio\, e tra gli altri\, segue i corsi di George Garzone\, Bill Peirce e Gary Burton. Si diploma Magna Cum Laude dopo appena cinque semestri. Durante la sua sosta a Boston suona frequentemente nei locali della città con colleghi come Danilo Perez. Dopo un tour Italiano con pianista Delmar Brown in 1987\, si stabilisce in Italia. Durante la sua permanenza nella scena musicale europea\, Michael si esibisce in diversi e noti jazz festival\, incide praticamente per tutti i principali artisti italiani e svizzeri\, da Enrico Rava e Franco D’Andrea\, a Roberto Gatto\, Stefano Bollani\, Danilo Rea e Franco Ambrosetti\, per fare solo pochi nomi in ambito jazz. Sempre attivissimo nella scena jazz europea\, Michael si esibisce inoltre con numerosi musicisti americani di calibro internazionale\, tra quali Jim Hall\, Carl Anderson\, Sarah Jane Morris\, Peter Bernstein\, Peter Erskine\, Mike Stern e Kenny Wheeler. \nTanto Stern quanto Wheeler hanno invitato personalmente Michael come guest nei loro concerti\, dopo averlo sentito suonare con altre formazioni. Stimatissimo anche dai colleghi della musica classica\, Michael viene chiamato più volte per svolgere dei concerti estivi insieme a diversi elementi dell’Orchestra Della Scala\, insieme ai quali\, nel 2010\, Rosen svolge dei concerti seguitissimi al Lingotto di Torino ed al Kongresshalle di Lugano\, di fianco al leggendario vocalist Bobby McFerrin. Anche in ambito pop il suo sax è richiestissimo. Infatti degli oltre 100 cd in cui troviamo gli assoli di Rosen\, diversi sono a nome di cantanti di fama nazionale come Mina\, Celentano\, Concato\, Rossana Casale\, Renato Zero. Partecipa anche a numerose tournée e trasmissioni televisive\, con Bennato\, Celentano\, Giorgia\, Biagio Antonacci. Il suo nome appare in molte copertine di dischi insieme a musicisti di altissimo livello\, tra i quali Tom Brechtlein\, Steve Ferrone\, Enrico Rava\, Franco D’Andrea\, Bo Diddley\, Antonio Faraò. \nRosen è autore di 9 cd da leader o co/leader\, ultimo tra questi: “Sweet 17”\, prodotto da Jandomusic e realizzato a New York con Bill Stewart\, Lage Lund\, Ralph Alessi\, Matt Penman e Domenico Sanna.\nLe composizioni di Michael sono state trasmesse più volte\, sia da Radio Rai 3 che da Radio Popolare\, ed alcuni suoi brani sono inclusi nei cd che accompagnano le riviste Musica Jazz e JazzMagazine\, entrambe delle quali hanno dedicato delle interviste a Rosen di svariate pagine. Inoltre\, continua la collaborazione tra Rosen e la nota cantane inglese Sarah Jane Morris\, che vede il sassofonista in varie formazioni inglesi della vocalist sui palchi italiani e inglesi\, compresi lo storico locale Londinese Ronnie Scott’s\, London Jazz Festival\, Hay Festival di Galles\, Veneto Jazz\, Ravello Jazz e tanti altri\, nonché in studio per registrare un cd della Morris in trio\, insieme a Danilo Rea. Di recente incide anche un’intervento solistico sul nuovo LP della Morris\, uscito nel 2014 ed intitolato “Bloody Rain”. \nRosen viene regolarmente votato dal 2012 al 2014 tra I migliori 10 sassofonisti sopranisti del mondo\, dai lettori di Jazzit\, piazzando nel 2010 al quarto posto dietro Wayne Shorter\, Dave Liebman e Branford Marsalis. \n\nAldo Bassi tromba\nHa iniziato l’attività  jazzistica suonando nelle migliori orchestre di Roma\, da quella di Bruno Biriaco\, a quella di Alberto Corvini e molte altre.   Nel 1992  ha costituito con Rosario Giuliani\, il “Bassi-Giuliani Quintet”  con il  quale ha inciso nel 96 il cd “L’Incontro”.   Nel 1998 ha formato l’ “Aldo Bassi Quartet”\, progetto che prevede solo composizioni  jazzistiche originali con il quale ha inciso nel 1999 il cd “Distanze”.  Nel maggio 2001 ha realizzato con il suo quartetto il cd “Muah!” pubblicato nel 2004 con due ospiti d’eccezione: Rick Margitza e Antonello Salis. \nNel 2004 è stato chiamato a far parte dell’Orchestra Nazionale Italiana di Jazz. Nel 2005 è stato chiamato a far parte della “PMJO” Parco Della Musica Jazz Orchestra dell’Auditorium di Roma diretta da Maurizio Giammarco\, che lo vede tuttora impegnato in concerti in tutto il mondo.  Nel corso della sua carriera ha collaborato alla realizzazione di numerose colonne sonore per il cinema e la televisione con i migliori maestri italiani quali: E. Morricone\, P. Piccioni\, R. Serio\, M. De Sica ecc.  \nHa insegnato per anni allo I.A.L.S. (corsi per professionisti sovvenzionati dalla Regione Lazio)\, al S. Louis di Roma\, all’ Accademia Romana di Musica ed in altre scuole di Roma. Dal 2004 insegna tromba e trombone jazz\, e musica d’insieme jazz al conservatorio di Frosinone. Ha diretto per anni  la S. Louis Big Band e la Daila Big Band di Roma. Attualmente insegna anche jazz al conservatorio di Benevento \nCollaborazioni  \nFranco e Dino Piana\, Oscar Valdambrini\, Tullio De Piscopo\, Tony Scott\, Maurizio Giammarco\, Roberto Gatto\, Gianni Savelli\, Enrico Rava\, Donald Harrison\, Gary Bartz\, Steve Turre\, Steve Grossman\, George Garzone\, Benny  Golson\, Rick Margitza\, Kenny Wheeler\, Norma Winston\, Mike Stern\, Uri Caine\, Maria Schneider ecc. ecc. \nFestival \nUmbria Jazz 88-92-93-06-07\, Tagliacozzo Jazz\, Jazz & Image molte volte\,  Pisa Jazz\, Monaco Jazz Fest.\, Terracina Jazz varie volte\, Anzio Jazz\, Latina Aprile Jazz\, Bussi Jazz\, Termoli Jazz\, Malta jazz\, Celano Jazz\, Alberobello jazz\, Sannio Jazz\, Roccella Jonica Jazz\, Atina Jazz\, Berchidda Jazz\, Barcellona Jazz festival\, Linz Jazz festival\, Italian Jazz Festival di  Buenos Aires\, North Sea Jazz Festeval\, Nantes jazz festival ecc.ecc. \nDiscografia a nome proprio \n\n“L’INCONTRO” Bassi-Giuliani Quintet  – 1996- COCCINELLA\n “DISTANZE” Aldo Bassi Quartet – 2000 – SURABAYA MUSIC\n “MUAH!” Aldo Bassi Quartet – 2004 – CONCERTONE\n “SIRIO” A. Bassi – A. Bravo Duo – 2007 – EFFEMUSIC\n“New Research” Aldo Bassi Quartet – 2010 – Believe Digital  \n“SOLO” Aldo Bassi – 2012  – Believe Digital  \n“Three Notes” Aldo Bassi Metal Jazz Trio – 2013 – EUNOTE\n“Red Spot” Aldo Bassi Light Big Band – 2013 – indipendente\n\n\nErasmo Bencivenga pianoforte\nMusicista storico della città di Latina\, dove dall’età di 14 anni inizia a suonare nei diversi locali della città\, costituendo e partecipando a diverse formazioni musicali che hanno animato la vita culturale e d’intrattenimento di Latina. \nDopo un periodo iniziale di studio del pianoforte classico e dell’armonia\, ha studiato arrangiamento jazz presso il Conservatorio “L.Reficie” di Frosinone. Nello stesso periodo ha suonato nella Orchestra Jazz del Conservatorio e nel coro Gospel “ New Spiritual Singer” entrambi diretti dal M. Gerardo Jacoucci .Ha partecipato a diversi workshop e seminari con Sal Nistico\, Aaron Goldberg\, Peter Bernstein\, Barry Harris e Peter Martin. \nNel 2004 ha vinto il premio “Palazzo Valentini” con il Paolo Recchia jazz Quartet\, organizzato da “ Villa Celimontana Jazz Festival”.\nConcerti\nHa suonato in Italia e all’estero in diverse formazioni e con diversi musicisti italiani e stranieri tra cui si ricordano: Mauro Zazzarini\, Massimo Urbani\, Robin Keniatta\, Fabio Zeppetella\, Ole Jorgensen\, Lucio Turco\, Oliver Berney\, Mario Raja\, Carla Marcotulli\, Steve Grossmann\, Ron Seguin\, Sal Nistico\, Aldo Bassi\, Paolo Recchia\, Alessandro Di Cosimo\, Tom Kirkpatrik\, Agostino Di Giorgio\, Gianni Sanjust\, Mel Freire. \nDal 2001 ha fondato con Nicola Borrelli al contrabbasso e Tommaso Tozzi alla batteria il “Triology Jazz Trio” con cui oltre ad esibirsi in diversi festival di jazz e locali di ogni parte d’Italia\, ha registrato due Cd. \nNel 2017 ha fondato l’ “Erasmo Bencivenga jazz Trio” insieme a Nicola Borrelli e Giorgio Raponi. \nLavori in studio\n\nSoul Woman (2001) con Mauro Zazzarini e Fabrizio Andreozzi Quartet\nVolume Zero (2010) con Triology Jazz Trio\nFate and Freedom (2012) con Triology Jazz Trio\nShort Pink (2014) con Alessandro Girotto e Triology Jazz Trio\nClarao (2017) con Mel Freire e Triology Jazz Trio\n\n\nNicola Borrelli contrabbasso\nNicola Borrelli contrabbassista jazz\, chitarrista\, compositore e arrangiatore è nato a Latina nel 1970. Musicista sin dal 1986 ha svolto gli studi di armonia a New York con lo storico pianista Barry Harris ed è stato allievo del chitarrista americano Chuck Wayne grande innovatore della chitarra jazz. \nHa collaborato come side-man in vari progetti musicali al fianco di numerosi musicisti quali\, Steve Grossman\, Tom Kirkpatrick\, coi quali ha anche effettuato alcune incisioni in sestetto nel 2009\, Bob Mover la cui collaborazione anche in studio risale al 1995\, Renato Chicco Agostino Di Giorgio\, coi quali ha partecipato al festival internazionale “Lamantin Jazz Festival” in Ungheria nel 2007.\nNel 2004 ha vinto il premio “Palazzo Valentini” a Villa Celimontana in quartetto col sassofonista Paolo Recchia\, concorso riservato a gruppi emergenti. \nAltre collaborazioni: Irio de Paula\, Vince Benedetti\, Joel Holmes\, Nicola Arigliano\, Tony Castellano\, Larry Smith\, Gianni Sanjust\, Kristian Jorgensen\, Ole Jorgensen\, Jens Sondergaard\, Carlo Atti\, Gianni Savelli\, Aldo Bassi\, Riccardo Biseo\, Luigi Grasso\, Michael Rosen\, Roberto Gatto\, Melissa Freire e molti altri. \nLavori in studio \n\nVolumezero (2010) con triology jazz trio;\nAn Istant called now (2010) con Steve Grossman\, Tom Kirkpatrick\, Luciano Fabris;\nFate and Freedom (2012) con triology jazz trio;\nThree for Getz (2013) con Paolo Recchia ed Enrico Bracco;\nShort Pink (2014) con Alessandro Girotto & Triology jazz trio;\nPeace Hotel (2015) con Paolo Recchia ed Enrico Bracco;\nClarao (2017) con Mel Freire & triology jazz trio.\n\n\nGiorgio Raponi batteria\nLa “carriera” di musicista di GR inizia di 10 anni con la chitarra classica e il canto – Verso i 13 anni la passione per la batteria prende il sopravvento ed inizia a prendere lezioni. \nAll’età di 15 anni inizia la carriera professionale come batterista di una band “progressive” che suona proprie composizioni (con influenze musicali del periodo quali King Crimson e Frank Zappa) con la quale rimarrà per circa quattro anni. \nNegli anni successivi suona in formazioni Jazz & Funk in vari club romani. \nNello stesso periodo (circa 1977)\, relazionandosi con altri musicisti romani\, scopre la musica degli Steely Dan e dei Weather Report e ne rimane affascinato tanto che\, nonostante lo studio dei grandi batteristi Jazz (Max Roach\, Art Blakey etc.) il drumming dei batteristi “fusion” (Steve Gadd\, Bernard Purdie etc.) diventa così preponderante per lui da fargli modificare il linguaggio ritmico sullo strumento. \nParallelamente all’attività di batterista\, Giorgio\, continua a perseguire l’altra grande passione per il canto esibendosi con formazioni R&B e Jazz.\nAl Jarreau\, Mark Murphy\, Chet Baker\, Carmer McRae rappresentano le tracce da seguire. \nOltre alle performance nei club\, partecipa come batterista a vari programmi TV. \nTra questi\, gli piace particolarmente menzionare lo Show dedicato al poeta Piero Ciampi dal titolo ” Te lo faccio vedere chi sono io” prodotto da RAI2\, suonato in diretta televisiva al Teatro Argentina di Roma accompagnando musicisti come Lucio Dalla\, Teresa De Sio\, James Senese\, Enzo Gragnianello (per nominarne alcuni). \nIn questo ultimo decennio\, torna alle origini dedicandosi esclusivamente allo studio del Jazz collaborando con bravissimi musicisti della scena locale e non tra cui Aldo Bassi\, Fabio Zeppetella\, Max Ionata\, Michael Rosen\, Elisabetta Antonini\, solo per citarne alcuni. \nAttualmente suona con: \n\nErasmo Bencivenga Trio\n52nd Jazz Quartet\nUrban Boogaloo\nSJ Quintet\nGiorgio Raponi Quartet (come cantante)
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DESCRIPTION:INGRESSO EURO 12 – RIDOTTO STUDENTI EURO 5 \nGianluca Vigliar nasce a Roma nel 1979 e a 8 anni inizia gli studi musicali con il pianoforte. Lʼavvicinamento al jazz avviene subito dopo aver assistito ad una performance del famoso Tony Scott e motivo per cui si appassionerà al jazz e deciderà di indirizzarsi verso lo studio del sax tenore con il sassofonista P. Farinelli. \nSuccessivamente si iscrive al Conservatorio Morlacchi di Perugia alla classe di sassofono di M. Raya diplomandosi nel settembre del 2007. Contemporaneamente allo studio del conservatorio inizia lʼattività di turnista e arrangiatore in vari gruppi della scena nazionale del reggae e del pop partecipando a festival nazionali ed europei: nel 2004 vince insieme ad Andrea Rivera il primo premio al Festival del Teatro Canzone Giorgio Gaber a Viareggio e nel 2006 il premio della manifestazione indetta dalla org. “Primo Maggio tutto lʼanno” aprendo il concerto del primo maggio con i Wogiagia come solista e arrangiatore. \nNellʼaprile del 2010 si laurea al Conservatorio di S.Cecilia al biennio di secondo livello in jazz con il massimo dei voti e nello stesso anno si inserisce nellʼensamble di Paolo Damiani\, direttore del dipartimento di Jazz del Conservatorio di Roma S.Cecilia\, partecipando a diversi festival (come Siena Jazz \,Roccella Jazz Festival). \nNel concorso per gruppi emergenti indetto dal Festival jazz di Fare Sabina “Fare in Jazz” del 2011 si aggiudica il primo premio come miglior solista. Lʼanno successivo con il suo progetto di trio pianoless ”Vigliar G Trio” partecipa alla rassegna “Italian Jazz Days a New York” coordinata dal direttore del Lincoln Center Antonio Ciacca\, esibendosi in una delle due serate con lo special guest Fabio Zeppetella. \nNegli ultimi anni ha partecipato a diverse BigBand come primo tenore : con lʼOrchestra Jazz di Villa Celimontana diretta da M.Corvini durante il Festival di Villa Celimontana del 2010 e 2011 e nella O.J.P di P.Jodice con cui nellʼultimo anno si eʼ esibito insieme a Paolo Fresu e Raed Khoshaba (2016). \nNegli ultimi due anni fa partecipa come solista a diversi progetti: il PJQuintet “Pino Jodice Quintet” con qui si esibito alla “ Casa del Jazz “ lʼ 11 giugno 2016 il “Trioness”\, della contrabbassista Federica Michisanti con cui ha presentato il suo primo disco “Isk” a gennaio del 2017 alla “Casa del Jazz“. \nIn questo ultimi anni conduce il suo progetto di pianoless “Fragia” (con Francesco Fratini alla tromba \, giovane promessa\, e alla ritmica Luca Fattorini e Marco Valeri) e il 5 ottobre 2017 sono usciti con il loro primo album :”Fragia”. \nFRAGIA\nGianluca Vigliar sax \nGiuseppe Romagnoli bass \nAndrea Biondi vibrafono \nMarco Valeri drums \n“Il gruppo e la sua storia”\nIl “Fragia” è una formazione pianoless che nasce da un esperienza maturata dal sassofonista romano in questi ultimi anni con il suo “ Vigliar G Trio “\, con il quale ha ricevuto diversi premi fino a suonare a New York durante lʼItalian Jazz Festival nel 2011. Esperienza che è servita a concepire quella che oggi è la scrittura o meglio lʼintelaiatura articolata delle melodie e dei paesaggi sonori attraversati dallʼattuale band. Il quartetto è guidato da Gianluca Vigliar\, sassofonista e compositore poliedrico\, che ha riunito giovani talenti come il trombettista Francesco Fratini\, il contrabbassista Luca Fattorini\, il batterista Marco Valeri e Andrea Biondi al vibrafono. \nLa Musica del Fragia Quintet tende a creare una sorta di narrazione e ha l obiettivo musicale di far in modo di creare una sinergia e una parità tra gli strumenti senza che ci sia un elemento prevalente . Un intenso interplay ed una costante tendenza a creare situazioni diverse e mutevoli\, quindi molteplici terreni improvvisativi che danno la possibilità ai solisti di alternarsi ma non sulle stesse strutture creando cosi quel cambiamento sonoro che rende piu fruibile la musica d# parte dellʼascoltatore. La musica del quartetto piano less è caratterizzata prima di tutto dal timbro scuro e molto caldo degli strumenti ; le linee dei due fiati sʼintrecciano a quelle del basso e creano nei temi un contrappunto che insieme alla scelta ritmica spesso dispara crea una pulsazione nel complesso incalzante e dal punto di vista della ricerca musicale accattivante. \n  \nAndrea Biondi vibrafono \n \nMarco Valeri
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SUMMARY:Street Gigs: SJ Quintet
DESCRIPTION:INGRESSO LIBERO. \nDavanti allo storico Bar Mimì ed alla Tabaccheria\, vicino alla Gelateria Mastrobattista\, il terzo ed ultimo concerto con l’SJ Quintet\, composto da: \nGiovanni Silvia voce \nMassimiliano Filosi sassofoni \nMauro Pacini piano \nMario Ferrazza contrabbasso \nGiorgio Raponi batteria
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SUMMARY:Claudio Filippini Trio
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 12 – RIDOTTO STUDENTI EURO 5 \n“In quasi tutte le lingue del mondo si usa lo stesso termine per definire i verbi suonare e giocare. Con Luca e Marcello c’è un’intesa tale che questi due elementi si fondono perfettamente per la spontaneità con la quale improvvisiamo insieme” Claudio Filippini \nFondato nel 2004 e composto da Claudio Filippini al pianoforte\, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria il trio\, pone al centro della musica l’amicizia\, la stima reciproca e l’intesa profonda dei tre musicisti. Acclamato dalla critica come una delle migliori formazioni degli ultimi anni\, il trio si è esibito in molti tra i più importanti festival jazz del mondo tra cui Umbria Jazz (Perugia)\, Auditorium Parco Della Musica (Roma)\, Bulgari Ginza Tower (Tokyo)\, Bikaner House (Delhi)\, Institute Menesez (Goa)\, Akbank Sanat (Istanbul). \nIl repertorio spazia dalla libera improvvisazione (talvolta con l’ausilio di strumenti elettronici) a brani originali composti dal pianista\, fino all’esplorazione e alla rielaborazione dei classici del songbook americano. La creatività è l’elemento chiave del trio che rende la musica sempre diversa concerto dopo concerto. \nIl sound del trio è ricco di sfumature e di suggestioni\, nel quale ad emergere è la straordinaria armonia tra i musicisti che\, accanto alla padronanza indiscussa dei propri strumenti lasciano trasparire quell’anima ludica e leggera che è così raro scorgere in formazioni di questo tipo. La bellezza degli arrangiamenti di Filippini e il tocco inconfondibile del suo pianismo sofisticato fanno di questo trio una “band” senza tempo per l’eleganza e la varietà del repertorio proposto. Un duplice lavoro il suo\, a cavallo fra tradizione e innovazione: se da un lato si riallaccia ai classici\, dall’altro inserisce riferimenti alla musica da camera\, all’elettronica e alla psichedelia. Un progetto mirabile\, curato fin nei minimi dettagli eppure dotato di un’immediatezza e di una freschezza restituite appieno da un eccellente interplay tra i musicisti. \nIl repertorio spazia dalla libera improvvisazione (talvolta con l’ausilio di strumenti elettronici) a brani originali composti dal pianista\, fino all’esplorazione e alla rielaborazione dei classici del songbook americano. La creatività è l’elemento chiave del trio che rende la musica sempre diversa concerto dopo concerto. \nIl sound del trio è ricco di sfumature e di suggestioni\, nel quale ad emergere è la straordinaria armonia tra i musicisti che\, accanto alla padronanza indiscussa dei propri strumenti lasciano trasparire quell’anima ludica e leggera che è così raro scorgere in formazioni di questo tipo. La bellezza degli arrangiamenti di Filippini e il tocco inconfondibile del suo pianismo sofisticato fanno di questo trio una “band” senza tempo per l’eleganza e la varietà del repertorio proposto. Un duplice lavoro il suo\, a cavallo fra tradizione e innovazione: se da un lato si riallaccia ai classici\, dall’altro inserisce riferimenti alla musica da camera\, all’elettronica e alla psichedelia. Un progetto mirabile\, curato fin nei minimi dettagli eppure dotato di un’immediatezza e di una freschezza restituite appieno da un eccellente interplay tra i musicisti. \nIl Claudio Filippini Trio\nClaudio Filippini: piano and keyboards \nLuca Bulgarelli: bass \nMarcello Di Leonardo: drums \n \nCLAUDIO FILIPPINI piano & keyboards\nClaudio Filippini nasce a Pescara nel 1982\, si diploma giovanissimo in pianoforte presso il Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo. Durante il suo percorso di studi ha avuto modo di incontrare musicisti come Herbie Hancock\, Kenny Barron\, George Cables\, Jimmy Owens\, Joey Calderazzo\, Enrico Pieranunzi\, Franco D’Andrea\, Otmaro Ruiz\, Stefano Bollani\, Stefano Battaglia. A 17 anni vince la sua prima borsa di studio per il Columbia College Of Music di Chicago e successivamente quelle dei Seminari Senesi di Musica Jazz (2000) e del workshop We Love Jazz con Kenny Barron (2001). Nel 2002 gli viene assegnato il 1° premio al Concorso Europeo per piano solo Yamaha Music Foundation Of Europe e l’anno successivo il Premio Massimo Urbani (Giuria e Pubblico). \nNegli ultimi anni ha suonato in numerosi club e festival in tutto il mondo tra cui Sweet Rhythm (New York)\, Jazz Showcase e Andy’s Jazz Club (Chicago)\, Blue Note Jazz Club (Nagoya e Tokyo)\, Ronnie Scott’s (Londra)\, Jazz at Pearl’s (San Francisco)\, Montreux Jazz Festival\, Umbria Jazz (Perugia)\, Akbank Sanat Jazz (Istanbul)\,The Jazz Bistro (Toronto)\, Thailand International Jazz Conference (Bangkok). Nel 2004 a soli 21 anni costituisce un trio con Luca Bulgarelli e Marcello Di Leonardo con i quali si esibisce in oltre 100 Festival in Italia e all’estero e pubblica tre album per la prestigiosa etichetta Cam Jazz: “The Enchanted Garden” (2011)\, “Squaring The Circle” (2015)\, “Before The Wind” (2018) \nNel 2015 viene invitato a tenere una masterclass di piano jazz e armonia presso il Columbia College of Music di Chicago e ad esibirsi in piano solo nell’Auditorium della Sherwood Community presso il medesimo istituto. \nNel corso degli anni Claudio Filippini ha avuto modo di esibirsi sul palco insieme a Wynton Marsalis\, Donny McCaslin\, David Binney\, Ben Allison\, Palle Danielsson\, Tony Scott\, Mike Stern\, Noa\, Mario Biondi\, Giovanni Tommaso\, Maria Pia De Vito\, Battista Lena\, Chiara Civello\, Simona Molinari\, Francesco Bearzatti\, Bebo Ferra\, Fabrizio Bosso\, Daniele Scannapieco\, Lorenzo Tucci\, Giovanni Amato\, Max Ionata\, Nicola Conte\, Dario Deidda\, Roberto Gatto\, Stefano Di Battista\, Fabio Zeppetella. \nLUCA BULGARELLI basso\nLuca Bulgarelli nasce in Abruzzo nel 1972. Inizia a studiare basso elettrico e successivamente contrabbasso. Studia ai seminari di Siena Jazz nel 1992 dove vince una borsa di studio. \nSi diploma in Contrabbasso presso il Conservatorio di Campobasso nel 1997. Ha suonato nei più importanti Jazz Festival italiani e internazionali: Perugia\, Pescara\, Roma\, New York\, Berlin\, Hamburg\, Leipzig\, Paris\, Lion\, Porto\, Malaga\, Tel Aviv\, Jerusalem\, Budapest\, Copenhagen\, Pechino\, Algeri\, Montreal\, L’Aja\, Luxemburg\, Brussels\, Varsavia\, Tokyo\, Shanghai\, Bangkok\, New Delhi\, Goa\, Buenos Aires\, Montevideo\, Helsinky\, Tallin\, Bergen\, Istanbul\, Vienna\, Basilea\, Zurigo. \nHa collaborato e collabora con: Enrico Pieranunzi\, Roberto Gatto\, Maurizio Giammarco\, Enrico Rava\, Paolo Fresu\, Rita Marcotulli\, Mariapia De Vito\, Nicola Stilo\, Rosario Giuliani\, Stefano Bollani\, Gianluca Petrella\, Fabrizio Bosso\, Stefano Di \nBattista\, Gunther Schuller\, Kenny Wheeler\, Mike Manieri\, George Garzone\, Toninho Horta\, Alain Jean Marie\, Mundell Lowe\, Philip Catherine\, Rick Margitza\, Bob Mintzer\, Tooth Thielemans\, John Abercrombie\, Dave Liebman. \nE nel mondo della musica leggera con: Mimmo Locasciulli\, Francesco De Gregori\, Beppe Servillo\, Paola Turci\, Daniele Silvestri e Sergio Cammariere con il quale collabora stabilmente.Attualmente è docente di contrabbasso jazz presso il conservatorio dell’Aquila e al Saint Music College di Roma.Inoltre come Sound Designer produttore del suono ha missato e masterizzato diversi lavori per prestigiose etichette discografiche: Emarcy/Universal\, Cam jazz\, Albore Jazz\, Abeat Records\, Auand\, Widesound\, Dreyfusjazz\, Viavenetojazz\, Giandomusic. \nMARCELLO DI LEONARDO drums\nNasce a Pescara nel 1969. Nel 1992\, dopo studi classici e vari seminari di perfezionamento nel jazz\, si trasferisce a Roma dove in poco tempo si afferma sulla scena nazionale \ncollaborando con i migliori jazzisti della capitale. Dal quartetto di Maria Pia De Vito con Enzo Pietropaoli e Danilo Rea (Rita Marcotulli l’anno successivo) al duraturo sodalizio con Battista Lena che lo impegna nei progetti “Banda Sonora”\, “Mille Corde” e “I Cosmonauti Russi” con Enrico Rava\, Paolo Fresu\, Gianni Coscia e Gabriele Mirabassi. Sempre con Lena collabora nella realizzazione di diverse colonne sonore nei film di Francesca Archibugi e Paolo Virzì. Nel 2000 diventa batterista del trio di Enrico Pieranunzi che in diverse occasioni ospita Marc Johnson al contrabbasso. Segue un periodo di intensa attività col quartetto di Rosario Giuliani col quale partecipa ai maggiori festival europei. Dal 2005 suona col quartetto di Stefano Di Battista col quale partecipa diverse a trasmissioni televisive e spettacoli teatrali. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni tra i maggiori esponenti del jazz mondiale come Joe Locke\, Philip Catherine\, Bob Mintzer\, Robin Eubanks\, Riccardo del Fra\, Ivan Lins\, Ben Allison. \nAttualmente è attivo nel quartetto “The Golden Circle” con Rosario Giuliani\, Fabrizio Bosso ed Enzo Pietropaoli\, nel progetto “Essenze Jazz” di Eduardo De Crescenzo con Stefano Sabatini\, Daniele Scannapieco ed Enzo Pietropaoli\, nel progetto “The Beat goes on” di Elisabetta Antonini con Francesco Bearzatti\, Luca Mannutza e Paolino Dalla Porta nel trio di Claudio Filippini con Luca Bulgarelli e nel trio di Julian Oliver Mazzariello con Dario Deidda. Ha all’attivo oltre 40 dischi.
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SUMMARY:Storie di Musiche & Musicisti: The Köln Concert - Keith Jarrett
DESCRIPTION:INGRESSO LIBERO. \nThe Köln Concert – Keith Jarrett conferenza a cura del Prof. Vincenzo Martorella (critico musicale e storico della musica).
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SUMMARY:Roberto Pistolesi Trio meets Francesco Cafiso
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 12 – RIDOTTO STUDENTI EURO 5 \n \nRoberto Pistolesi nasce a Frosinone il 12 Maggio 1978 e sin da piccolo la sua passione è la musica\, alla quale approccia in qualità di violinista\, frequentando il conservatorio per cinque anni. All’età di 16 anni si avvicina alla batteria unendosi a varie cover band e cantautori. A 17 anni intraprende lo studio della batteria con il maestro Azeglio Izizzari \, con cui rimane per tre anni. Nel 1998 si trasferisce a Roma e frequenta l’UM \, conseguendo il diploma due anni dopo. \nDal 2000 ai giorni d’oggi\, Roberto Pistolesi attraversa molte fasi musicali \, facendo il turnista pop\, suonando in gruppi rock\, e approdando alla musica jazz \, che già precedentemente rappresentava la sua più grande passione.  \nDal 2007 si reca con cadenza annuale a New York per studiare con  Kenny Washington\, John Riley \, Kendrick Scott\, Ari Hoenig\, e per suonare e perfezionarsi. \nLe varie esperienze fatte nella Capitale lo portano a collaborare con molti artisti in vari settori musicali.  \nTra questi ricordiamo nel “pop” e nella musica d’autore: \nAlex Britti (Mo’ Better Blues project con Stefano Di Battista) \, Max Gazzè \, Niccolò Fabi\, Nicky Nicolai (Le mille Bolle Blu) \, Les Vois du Sete Sois (Sete sois mediterranean Tour) \, Teddy Reno\, Carlotta\, Francesco di Giacomo. \nNel mondo del Jazz: \nGeorge Garzone\, Francesco Cafiso \, Steve Grossman\, Roberto Tarenzi\,Enrico Rava\, Eddie Henderson\, Scott Hamilton\, Steve Slagle\, Randy  Sandke\, John Allred\, Virginia Mayhew\, Gegè Telesforo\, Dario Deidda\, Rocco Zifarelli\, Rigmor Gustaffson\, Enrico Rava\, Shawn Monteiro \, Paolo Fresu\, Giovanni Amato\, Fabio Zeppetella \, Andrea Pozza\, Rossano Sportiello\,Alfredo Paixao\, Wendell Brunious\, David Paquette\, David Blenkhorn’s “Australian All Stars”\, Francesco Puglisi\, Pietro Ciancaglini\, Luciano Milanese\, Joy Garrison\, Joseph Lepore\, Massimo Nunzi big band\, Gianluca Renzi\, Marcello Rosa\, Carol Sudhalter\, Max Ionata\, Sandro Deidda\, Alfonso Deidda\, Pietro Lussu\, Gianni Oddi\, Gianni Saint Just\, Riccardo Biseo\, “All Times Orchestra” diretta dal m. Stefano Zavattoni\, Carlo Atti\, Luigi Grasso\, “Greg” and the “Blues Willies”\, Lino Patruno\, Claudio “Greg” Gregori\, Orchestra Sinfonica Abruzzese . \nIn tv :  “Il senso della vita” di Paolo Bonolis\,  “Un poeta per amico” di Enzo Decaro \,“Premio Bellisario” \, “Domenica In” con Paola Perego e Pino Insegno. \nAttualmente fa parte in modo stabile del quartetto di Stefano Di Battista\, esibendosi nei festiva Jazz di tutto il mondo\, del progetto “La Musica Provata”\, di e con Erri De Luca. Da anni è membro del Trio del pianista Roberto Tarenzi \, con il quale ha realizzato 5 cd\, collabora da anni con il cantautore Ivan Segreto; con il quale ha inciso “Integra”\, e si esibisce come freelance in varie formazioni nella capitale e all’estero.  \nDiscografia Selezionata (in ordine sparso): \n\nStefano di Battista Nicky Nicolai  “Mille Bolle Blu” \, “ La Musica Provata” con Erri De Luca . \nStefano Di Battista quartet “Italian Standards” \nIvan Segreto “ Integra” \nFrancesco Cafiso  “ 3” (grammy nominated album)\nRoberto Tarenzi Trio  “  One Day I’ll Fly Away”\, “Dig Deep”\,  “InvolvingEvolvingRevolving”\, “Other Digressions” \, “Diamond Trio live” Guest Dario Deidda. \nGegè Telesforo  “Nu Joy” \nCarol Sudhalter “The Octave Tunes”  \nAttilio Troiano “ Shine” \nMauro Schiavone “Ufo” \nLino Costa “ Minianimali”\n\n \nRoberto Tarenzi nasce a Milano nel 1977\, intraprende lo studio del pianoforte all’ età di otto anni\, dedicandosi agli autori classici.\nScopre il jazz nell’ adolescenza e studia con: Ray Santisi presso i seminari della Berklee School a Umbria Jazz nel 1994\, Franco D?Andrea e Enrico Pieranunzi a Siena Jazz 1996\, Enrico Intra e Roberto Pronzato presso i Civici Corsi di Jazz di Milano\, dove ottiene il diploma nel 1999.  Nel 1995 entra a far parte della Big Band diretta da Enrico Intra con cui incide quattro CD: “Italian Club Graffiti” per la Erga\,Peer Music\, NIght Creature\, New Perspectives e New Italian Graffiti per la Soul Note e accompagna\, tra gli altri: Dave Liebman\, Max Roach\, Bobby Watson\, Bob Brookmeyer\, David Murray\, Eddie Daniels\, David Raksin\, Franco Cerri\, Enrico Rava\, Franco Ambrosetti\, Giovanni Tommaso. Nel 2000\, ispirandosi alla musica del pianista Ahmad Jamal\, fonda CUES Trio assieme a Lucio Terzano e Tony Arco\, con cui incide nel 2001 “Introducing CUES trio” per la DDQ-SoulNote e nel 2002 “Cues trio meets David Liebman ” FEEL?”per la Abeat records.Nel 2003\, in una jam session a New York\, incontra James Cammack\, contrabbassista da oltre vent?anni al fianco di Ahmad Jamal stesso\, con cui tiene successivamente una serie di concerti in Italia e registra nel 2008 l?album ?Rather Odd?\, in trio\, a nome del batterista Tony Arco. \nNell’ottobre 2005 registra con il quartetto di Nat Su il CD “Volatile”\, uscito per la TCB-Montreux. Nel Dicembre 2005 registra dal vivo con Dave Liebman nell’ambito di un tour italiano; da queste sessioni nascono due album: “Dream of Nite” e “Negative Space”\, entrambi prodotti in Europa dalla Emarcy-Universal e usciti negli USA per la prestigiosa etichetta VERVE. \nAll’inizio del 2006 si trasferisce a New York per sei mesi\, dove svolge un’ intensa attività concertistica nei club e registra con la cantante Alice Ricciardi il CD “Comes Love”\, uscito poco dopo per la Blue Note-EMI Music. Di questo periodo sono anche le registrazioni di “The Right place” (Emarcy-Universal) di Gaetano Partipilo\, “13 Floors” e “Dig Deep” (Music Center) e “Locomotion” (SoundHills) con Franco Ambrosetti e Michele Bozza.\nDi ritorno dagli Stati Uniti viene scelto assieme ad altri undici pianisti in tutto il mondo (tra cui Aaron Parks e Gerald Clayton) per partecipare al prestigioso “Thelonious Monk International Piano Competition”\, esibendosi di fronte ad una giuria presieduta da Herbie Hancock e comprendente\, tra gli altri\, Danilo Perez e Andrew Hill. \nNel 2008 si trasferisce a Roma e inizia una intensissima attività concertistica al fianco di Stefano Di Battista e Rosario Giuliani\, collaborando altresì con Roberto Gatto\, Maurizio Giammarco\, Dario Deidda\, Fabio Zeppetella\, Fabrizio Bosso\, Max Ionata e praticamente tutti i migliori musicisti della scena italiana. Compare nel 12° DVD “La grande storia del Jazz?”in un progetto diretto da Massimo Nunzi. \nCon Stefano Di Battista incide incide un disco per Casa del Jazz uscito nel 2009 nella collana del periodico L’ Espresso e due dischi con la cantante Nicky Nicolai (“Più Sole” per la Emarcy-Universal e “Sophisticated Lady” per l’ Espresso). Sempre nel 2009 escono “One Day I”ll Fly Away”\, registrato in trio per la DejaVu\, che riscuote un ottimo successo di vendite in Giappone\, e “Night Walk” con il sassofonista Max Ionata\, prodotto dalla stessa etichetta.\nNel 2011 registra il disco ‘Woman’s Land” con Stefano Di Battista\, e “InvolingEvolvingRevolving” in trio. \nNel 2012\, a New York\, registra l’album di Rosario Giuliani ‘Images’ (Dreyfus Jazz) con John Patitucci\, Joe Locke e Joe La Barbera. \n \nJoseph Lepore e’ nato a New York ed e’ cresciuto a Salerno. Italia quando i suoi genitori sono tornati con la famiglia al proprio paese di origine. Effettuati gli studi classici Lepore si e’ diplomato al conservatorio di Salerno con il massimo dei voti e poco dopo si e’ trasferito a Roma\, dove si e’ velocemente inserito in una vivace scena musicale jazzistica. \nPresto ha cominciato a suonare con alcuni dei piu’ significativi musicisti italiani e d’oltreoceano in tour in Italia\, per esempio Bob Dorough\, Antonio Farao’\, Roberto Gatto\, Joy Garrison\, George Garzone\, Steve Grossman\, Tom Kirkpatrick\, David Liebman\, Mike Maineri\, Bob Mover\, Romano Mussolini\, Jimmy Owens\, Enrico Pieranunzi\, Tony Scott\, Gary Smulian\, Elliot Zigmund\, e altri. \nTra le altre attivita’\, Lepore ha lavorato in spettacoli televisivi italiani e ha insegnato contrabbasso jazz e teoria in scuole di musica di Salerno e di Roma\, con la stessa energia e lo stesso entusiasmo\, di quando suonava. Dal 1997 al 1999 suona con il quartetto di Rosario Giuliani. Nei tardi anni ’90\, ha suonato con formazioni musicali in molti dei piu’ importanti festivals di jazz: Getxo (Spagna)\, Jazz a Liegi (Belgio)\, Umbria Jazz Festival\, Jazz &Image\, Ancona Jazz\, Marajazz\, Urbino Jazz\, Teano Jazz\, tanto per citarne alcuni. \nIn Settembre del 1997 ha partecipato all’ Europ Jazz Contest\, uno dei piu’ importanti concorsi\, che si svolge ogni anno in Bruxelles (Belgio). Di 60 formazioni musicali\, per la maggior parte provenienti da varie parti del continente Europeo\, il quartetto con cui ha suonato ha vinto il primo premio ed e’ stato nominato miglior gruppo dell’anno. \n Due anni dopo Joseph e’ tornato a New York e ha cominciato a suonare con il “Trio 65”\, la “house band” alla famosa Rainbow Room del Rockefeller Center\, 6 sere a settimana. Essendo New York la “Mecca” del jazz\, nel tempo che gli rimaneva a disposizione ha avuto modo di suonare con alcuni dei migliori musicisti al mondo: J.d.allen\, Clifford Barbaro\, Isaac Ben Ayala\, David Berkman\, Peter Bernstein\, Adam Birnbaum\, Otis Brown\, Chris Byars\, Renato Chicco\, Tim Collins\, Billy Drummond\, Duane Eubanks\, Joe Farnswoth\, Joel Frahm\, Rick Germanson\, Dave Gibson\, Aaron Goldberg\, Ned Goold\, Noah Haidu\, Tardo Hammer\, Rufus Harley\, Frank Hewitt\, Victor Jones\, Michael Kanan\, Billie Kay\, Ralph La Lama\, Brad Leali\, Eric Lewis\, Jimmy Lovelace\, Joe Magnarelli\, Pete Malinverni\, Ronnie Matthews\, Bill McHenry\, Eric Mcpherson\, Dado Moroni\, John Mosca\, Lance Murphy\, Cynthia Scott\, James Spaulding\, Grant Stewart\, Richie Vitale\, Nasheet Waits\, Ben Waltzer\, Harry Withaker\, Michael Wilner\, Michael Weiss\, Lenny White\, Jeff Williams\, Richard Wyands\, LeRoy Williams\, Sam Yahel. \nJoseph ha avuto occasione di lavorare nel mondo del cinema comparendo nel film di Anthony Minghella “The Talented Mr. Ripley” con Matt Damon\, Jude Law e Gwyneth Paltrow. Nel 2006 Lepore e’ tornato agli studi musicali\, quando e’ stato ammesso al corso di Jazz al City College di New York\, per ulteriormente migliorare le sue doti virtuosistiche\, continuando nel frattempo a suonare in New York e dintorni. Tra i suoi insegnanti c’era il leggendario bassista John Patitucci \nDue anni dopo (2008) Joseph e’ stato prescelto dal grande sassofonista Greg Osby per la sua band di nuovi talenti\, con la quale ha registrato l’album “9 Levels“. cosa che gli ha dato una certa notorieta’\, e lo ha avvicinato alla possibilita’ di registrare il suo disco d’esordio. \nOsby\, nel 2007\, ha fondato Inner Circle Music\, creando un “roster” di talentuosi artisti di jazz\, che hanno l’opportunita’ di registrare e distribuire i propri progetti musicali. Ma prima di aggregarsi all’ etichetta Lepore accetta (2008) una sponsorizzazione del US State Department che lo porta all’ Ecole Nationale de Musique in Abidjan\, Costa d’Avorio\, per insegnare jazz performance. Lui e’ gia’ stato in Africa nel 2004\, con la vocalist Cynthia Scott\, esibendosi in concerti e insegnando\, nell’ambito del programma Jazz Ambassadors sponsorizzato anche esso dal US State Department e da Kennedy Center\, e nel 2007 con il quartetto di Charlie Porter\, sotto gli auspici dello stesso programma ora denominato American Music Abroad (US State Department e Jazz at Lincoln Center). Al suo ritorno riprende la dove aveva sospeso con Osby. \nJoseph\, che continua a suonare con Osby\, ha recentemente completato il suo album d’esordio per Inner Circle Music\, dal titolo Journal\, che presto uscira’ sul mercato\, verso fine estate 2010. \n \n  \nFrancesco Cafiso è nato a Vittoria il 24 Maggio 1989\, è uno dei talenti più precoci nella storia del jazz. Già a nove anni muove i primi passi facendo esperienze con musicisti di fama internazionale quali Bob Mintzer\, Maria Schneider\, George Gruntz\, Gianni Basso e molti altri. \nDecisivo per la sua carriera è l’incontro\, nel luglio del 2002\, durante il Pescara Jazz Festival\, con Wynton Marsalis che\, stupito dalle sue qualità musicali\, lo porta con sé nell’European tour del 2003. Da allora\, Francesco ha suonato nei Jazz Festival\, nei teatri e nei Jazz Club più importanti del mondo. \nHa vinto diversi premi prestigiosi\, tra i quali il Premio Nazionale Massimo Urbani a Urbisaglia\, il premio EuroJazz a Lecco\, l’International Jazz Festivals Organization Award a New York\, la World Saxophone Competition a Londra\, il Django d’Or a Roma\, e ricevuto molti altri importanti riconoscimenti. \nPer fare nuove esperienze musicali\, è stato a New Orleans\, dove ha suonato con Ellis Marsalis e molti altri importanti musicisti del luogo. \nNel 2004 ha partecipato come ospite al Festival di Sanremo. Nel 2005 lo Swing Journal\, l’autorevole rivista giapponese di musica jazz\, gli ha conferito il New Star Award\, premio riservato ai talenti stranieri emergenti e\, subito dopo\, si è affermato nel Top Jazz\, referendum della rivista italiana Musica Jazz\, che lo ha riconosciuto miglior nuovo talento dell’anno. \nHa suonato con grandissimi musicisti quali: Hank Jones\, Dave Brubeck\, Cedar Walton\, Mulgrew Miller\, Jimmy Cobb\, Ben Riley\, Ray Drummond\, Lewis Nash\, James Williams\, Joe Lovano\, Christian McBride\, George Mraz\, Kenny Wheeler\, Gonzalo Rubalcaba\, Enrico Rava\, Stefano Bollani e moltissimi altri. \nNel 2006 consegue il Diploma di laurea di I livello in Flauto Traverso presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali V. Bellini di Catania. Dal 2008 è direttore artistico del “Vittoria Jazz Festival” a Vittoria\, sua città natale. \nIl 19 gennaio del 2009 ha suonato a Washington DC durante i festeggiamenti in onore del Presidente Barack Obama e del Martin Luther King Jr. day. Il 17 luglio del 2009\, Umbria Jazz lo ha nominato “ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo”. \nNel 2010 consegue la laurea specialistica di II livello in Jazz presso il Conservatorio Corelli di Messina e subito dopo si esibisce in Cina durante il festival “The best of Italian Jazz” in occasione dell’Expo a Shangai. Nel 2012 ha arrangiato “Don’t Stop”\, la musica di sottofondo dello spot pubblicitario ENI Station. \nNel luglio del 2012\, in occasione dei Giochi Olimpici\, è stato invitato a esibirsi a Londra\, presso la sede di Casa Italia\, alla presenza dell’Ambasciatore italiano a Londra e dei vertici del CONI. \nNel settembre 2012\, durante una lunga permanenza negli stati Uniti\, ha tenuto una serie di masterclasses di sassofono alla UPenn\, la prestigiosa università di Filadelfia. \nNei primi del mese di giugno 2013\, per volontà del Ministero degli Esteri ed espressa scelta del Console Generale di Philadelphia\, in collaborazione con il Segretario di Stato Americano John Kerry\, Francesco è stato scelto per rappresentare l’Italia per suonare nell’ambito dei festeggiamenti per l’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti. \nIl 20 febbraio 2014\, a New York\, ha ricevuto dall’American Society of the Italian Legions of Merit il “Grand Award of Merit”\, per il contributo che Francesco ha dato\, in rappresentanza dei musicisti siciliani\, allo sviluppo e alla diffusione del Jazz nel mondo. \nNel Marzo 2015 viene pubblicata l’ambiziosa opera discografica denominata “3” (Alfredo Lo Faro Produzioni)\, costituita da tre album profondamente diversi tra loro: “La Banda”\, “Contemplation” e “20 Cents Per Note”. Pubblicati in contemporanea\, i tre dischi vedono Cafiso nelle vesti di compositore\, arrangiatore ed esecutore. \nNel 2016\, ha creato la sua propria etichetta discografica dal nome “EFLAT records”.
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SUMMARY:Storie di Musiche & Musicisti: A love supreme - John Coltrane
DESCRIPTION:INGRESSO LIBERO. \nA love supreme – John Coltrane conferenza a cura del Prof. Vincenzo Martorella (critico musicale e storico della musica).
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SUMMARY:Street Gigs: Hope Quintet
DESCRIPTION:INGRESSO LIBERO. \nDavanti allo storico Bar Mimì ed alla Tabaccheria\, vicino alla Gelateria Mastrobattista\, il secondo di tre concerti con l’Hope Quintet\, composto da: \nOlivier Berney tromba \nMichele De Vito sax tenore \nNotker Eberle piano \nFlavio Bertipaglia contrabbasso \nAntonio Del Sordo batteria \nIl quintetto eseguirà brani tratti dal vasto repertorio Hard Bop dei Jazz Messengers\, riproponendo arrangiamenti originali e talvolta rivisitati\, mantenendo inalterati il sound e lo stile tipico di questo genere.
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SUMMARY:Street Gigs: Triology Jazz Trio & Alessandro Di Cosimo
DESCRIPTION:INGRESSO LIBERO. \nDavanti allo storico Bar Mimì ed alla Tabaccheria\, vicino alla Gelateria Mastrobattista\, il primo di tre concerti con il Triology Jazz Trio\, molto conosciuto in città con la voce di Alessandro Di Cosimo. \nIl quartetto interpreta brani della tradizione e del repertorio di Broadway dagli anni ’50 in poi\, senza trascurare le canzoni più belle del periodo dello swing italiano e alcuni tra i più grandi successi della musica brasiliana. \nIn programma brani di Gershwin\, Cole Porter\, Henry Mancini\, Kern\, Jobim\, G. Kramer\, Natalino Otto\, Bruno Martino e molti altri che il quartetto interpreta nel pieno rispetto dei canoni delle sonorità e del linguaggio tipico di questo genere musicale.  \nIl Triology Jazz Trio è un progetto nato per esplorare le possibilità della formazione piano trio. I suoi componenti sono Erasmo Bencivenga al piano\, Nicola Borrelli al contrabbasso e Tommaso Tozzi alla batteria. Un’avventura e un’evoluzione iniziata circa 18 anni fa il cui sviluppo ha portato il gruppo ad avere una propria identità e un corpo di suono di insieme caratteristico e facilmente riconoscibile.  \nNel corso della propria evoluzione il trio ha attinto da tutte le fonti musicali possibili\, dal jazz\, dai brani rock\, dalla musica classica. Contestualmente è iniziata anche la produzione della propria musica; analizzando le composizioni originali del trio si puo’ scorgere anche qui la graduale trasformazione del gruppo verso una forma e un linguaggio sempre più raffinato e caratteristico. \nLa grande versatilità del trio ha inoltre permesso la collaborazione con diversi musicisti provenienti da differenti ambiti musicali\, ricordiamo il trombettista americano Tom Kirkpatrick e  Aldo Bassi\, il sassofonista Paolo Recchia\, la voce Alessandro Di Cosimo con il quale il trio collabora da oltre un decennio proponendo un repertorio legato a Frank Sinatra\, il chitarrista  Alessandro Girotto con il quale il trio ha registrato un album di musiche originali uscito nel 2014\, fino ad arrivare alla musica brasiliana con diversi artisti tra cui la cantante di Belo Horizonte Melissa Freire con la quale il tiro ha registrato alcuni brani inseriti nel suo album in imminente uscita. \nOltre ai dischi registrati in collaborazione con gli artisti citati\, il  trio ha al proprio attivo due album propri\, con brani originali\, “volumezero” uscito nel 2010 e “fate and freedom” uscito nel 2013\, in cui sono presenti anche arrangiamenti originali di alcuni brani pescati dalla musica leggera e rock. (Us and them – pink floyd\, and I love her – beatles\, ed altri). \n\nErasmo Bencivenga pianoforte\nMusicista storico della città di Latina\, dove dall’età di 14 anni inizia a suonare nei diversi locali della città\, costituendo e partecipando a diverse formazioni musicali che hanno animato la vita culturale e d’intrattenimento di Latina. \nDopo un periodo iniziale di studio del pianoforte classico e dell’armonia\, ha studiato arrangiamento jazz presso il Conservatorio “L.Reficie” di Frosinone. Nello stesso periodo ha suonato nella Orchestra Jazz del Conservatorio e nel coro Gospel “ New Spiritual Singer” entrambi diretti dal M. Gerardo Jacoucci .Ha partecipato a diversi workshop e seminari con Sal Nistico\, Aaron Goldberg\, Peter Bernstein\, Barry Harris e Peter Martin. \nNel 2004 ha vinto il premio “Palazzo Valentini” con il Paolo Recchia jazz Quartet\, organizzato da “ Villa Celimontana jazz festival”. \nConcerti \nHa suonato in Italia e all’estero in diverse formazioni e con diversi musicisti italiani e stranieri tra cui si ricordano: Mauro Zazzarini\, Massimo Urbani\, Robin Keniatta\, Fabio Zeppetella\, Ole Jorgensen\, Lucio Turco\, Oliver Berney\, Mario Raja\, Carla Marcotulli\, Steve Grossmann\, Ron Seguin\, Sal Nistico\, Aldo Bassi\, Paolo Recchia\, Alessandro Di Cosimo\, Tom Kirkpatrik\, Agostino Di Giorgio\, Gianni Sanjust\, Mel Freire. \nDal 2001 ha fondato con Nicola Borrelli al contrabbasso e Tommaso Tozzi alla batteria il “Triology Jazz Trio” con cui oltre ad esibirsi in diversi festival di jazz e locali di ogni parte d’Italia\, ha registrato due Cd. \nNel 2017 ha fondato l’ “Erasmo Bencivenga jazz Trio” insieme a Nicola Borrelli e Giorgio Raponi. \nLavori in studio \n\nSoul Woman (2001) con Mauro Zazzarini e Fabrizio Andreozzi Quartet\nVolume Zero (2010) con Triology Jazz Trio\nFate and Freedom (2012) con Triology Jazz Trio\nShort Pink (2014) con Alessandro Girotto e Triology Jazz Trio\nClarao (2017) con Mel Freire e Triology Jazz Trio\n\n\nNicola Borrelli contrabbasso\nNicola Borrelli contrabbassista jazz\, chitarrista\, compositore e arrangiatore è nato a Latina nel 1970. Musicista sin dal 1986 ha svolto gli studi di armonia a New York con lo storico pianista Barry Harris ed è stato allievo del chitarrista americano Chuck Wayne grande innovatore della chitarra jazz. \nHa collaborato come side-man in vari progetti musicali al fianco di numerosi musicisti quali\, Steve Grossman\, Tom Kirkpatrick\, coi quali ha anche effettuato alcune incisioni in sestetto nel 2009\, Bob Mover la cui collaborazione anche in studio risale al 1995\, Renato Chicco Agostino Di Giorgio\, coi quali ha partecipato al festival internazionale “Lamantin Jazz Festival” in Ungheria nel 2007.\nNel 2004 ha vinto il premio “Palazzo Valentini” a Villa Celimontana in quartetto col sassofonista Paolo Recchia\, concorso riservato a gruppi emergenti. \nAltre collaborazioni: Irio de Paula\, Vince Benedetti\, Joel Holmes\, Nicola Arigliano\, Tony Castellano\, Larry Smith\, Gianni Sanjust\, Kristian Jorgensen\, Ole Jorgensen\, Jens Sondergaard\, Carlo Atti\, Gianni Savelli\, Aldo Bassi\, Riccardo Biseo\, Luigi Grasso\, Michael Rosen\, Roberto Gatto\, Melissa Freire e molti altri. \nLavori in studio \n\nVolumezero (2010) con triology jazz trio;\nAn Istant called now (2010) con Steve Grossman\, Tom Kirkpatrick\, Luciano Fabris;\nFate and Freedom (2012) con triology jazz trio;\nThree for Getz (2013) con Paolo Recchia ed Enrico Bracco;\nShort Pink (2014) con Alessandro Girotto & Triology jazz trio;\nPeace Hotel (2015) con Paolo Recchia ed Enrico Bracco;\nClarao (2017) con Mel Freire & triology jazz trio.\n\n\nTommaso Tozzi batteria\nStudi \nSeminari e studi con: Peter Erskine\, Steve Gadd\, Tony Oxley\, Jack de Johnnette\, Leo Mitchell… \nAttività didattiche \nDocente di batteria in varie scuole di musica \nFestival e rassegne \nVilla Celimontana (Roma)\, Club La Palma (Roma)\, Baronissi Jazz (Baronissi)\, Aprile Jazz (Latina)\, Maggio \nSermonetano (Sermoneta)\, Villa Fogliano (Latina)… \nCinema e teatro \nSesso droga e rock and roll\, regia di Francesco Marino \nUna Martin’s de luxe\, regia di Gigi Proietti \nGangs of New York\, regia di Martin Scorsese \nHa suonato con \nJavier Girotto\, Steve Grossman\, Michael Rosen\, Nicola Stilo\, Larry Smith\, Ron Seguin\, Ben Charest\, Aldo Bassi\, Agostino di Giorgio\, Cristal White\, Mario e Claudio Corvini\, Tyler Mitchell\, Andrea Braito\, Joel Holmes… \nPremi e riconoscimenti \n1° al Concorso Premio Palazzo Valentini\, Villa Celimontana – Paolo Recchia Quartet (2004) \n2° al concorso Baronissi Jazz – Paolo Recchia Quartet (2005) \nDiscografia \nShort Pink – Alessandro Girotto\, 2014 \nFate and Freedom – Triology jazz trio\, 2013 \nVolumezero – Triology jazz trio\, 2010 \nQuasi memorie – Ensemble in Bilico\, 1999 Equipe \nLa luce di Mizar (live)\, 1996 ALM \nDal 2001 fa parte del Triology jazz trio insieme a Nicola Borrelli (contrabbasso) ed Erasmo Bencivenga (piano) \ncon i quali svolge attività concertistica. \n\nAlessandro Di Cosimo voce\na \n 
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SUMMARY:Andrea Pozza Trio feat. Jesse Davis
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 12 – RIDOTTO STUDENTI EURO 5 \nUn altro grande progetto “live” per il pianista genovese Andrea Pozza che ospita nel suo consolidato trio una stella del firmamento jazz contemporaneo: il sassofonista di New Orleans Jesse Davis. Mossi da reciproca stima\, Pozza e Davis\, hanno suonato in festival e club\, in Italia e all’estero. Si ritrovano in un incontro alla pari\, dove protagonista principale sarà la tradizione dello Standard Jazz Americano oltre a brani tratti da repertori di compositori jazz contemporanei ma di fatto già entrati di diritto nella storia del jazz quali Cedar Walton\, Thelonious Monk\, Horace Silver. \nIl pianismo di Andrea Pozza è caratterizzato da uno stile elegante\, attento ai colori\, alle sfumature e in perfetto equilibrio fra la solidità di un impianto formale di stampo europeo e l’inventiva fresca e ammaliante di un sound oltre oceanico. Pozza ha una solida carriera nazionale ed internazionale che lo ha visto protagonista in Estremo Oriente\, in America ed in Europa. Pianista genovese è \nattualmente riconosciuto dalla critica e dal pubblico come una delle personalità più rappresentative in ambito jazz attualmente in circolazione. Musicista eclettico capace di affrontare con grande disinvoltura qualsiasi repertorio\, è sia leader carismatico sia partner ideale per grandi artisti che trovano in lui empatia e innato interplay. Il trio si completa con la ritmica formata dalla precisione formale\, il senso della ritmica\, la grande musicalità e la potenza espressiva di Paolo Benedettini\, tra i più importanti contrabbassisti del panorama jazzistico nazionale ed internazionale\, da sempre distinguibile per il timbro meraviglioso del suo strumento\, e da Adam Pache\, uno dei batteristi più apprezzati sulla scena nazionale ed Europea. \nOspite d’eccezione di questo trio già sapientemente rodato\, Jesse Davis\, uno dei più grandi sassofonisti della scena jazz internazionale\, è nato nel 1965 a New Orleans e ha iniziato a studiare il sassofono all’età di dieci anni. Dopo aver preso il suo primo influsso da Grover Washington Jr. e studiato alla Northeastern Illinois University a Chicago\, Davis si trasferisce al William Patterson College\, nel New Jersey. Approda alle sue prime esibizioni professionali con la Illinois Jacquet big band\, tra il 1987 e il 1989. Suona con il Chico Hamiltons Quartet\, Junior Mance e Tana/Ried. Dal 1992 Davis ha guidato diverse formazioni e ha suonato in club\, festival e sale da concerto in tutto il mondo. Tra tutti\, si è esibito con Hank Jones\, Kenny Barron\, Mel Torme\, Al Grey\, Jay McShan\, Mulgrew Miller\, Phil Woods\, Gary Bartz\, Charles McPherson\, Ray Brown\, Ron Carter\, Buster Williams\, Jimmy Cobb\, Alvin Queen\, Lewis Nash\, Walter Bishop Jr.\, The Newport Allstars\, Jazz at Lincoln Center. \nBiografie del Trio\nAndrea Pozza ha debuttato a soli 13 anni e da allora si è esibito al fianco di alcuni “mostri sacri” della storia del jazz: Harry “Sweet” Edison\, Bobby Durham\, Chet Baker\, Al Grey\, George Coleman\, Charlie Mariano\, Lee Konitz\, Sal Nistico\, Massimo Urbani\, Luciano Milanese e molti altri ancora. Intensa la sua attività concertistica che lo porta costantemente in tour in Italia e in Europa\, dalla Gran Bretagna alla Svizzera\, dalla Germania al Portogallo\, alla guida delle formazioni a suo nome. Pozza collabora stabilmente\, tra gli altri\, con Enrico Rava\, Fabrizio Bosso\, Scott Hamilton\, Steve Grossman\, Tullio DePiscopo\, Dado Moroni\, Ferenc Nemeth\, Bob Sheppard\, Antony Pinciotti\, Furio Di Castri e tanti altri. Andrea Pozza è inoltre protagonista di numerosi progetti discografici a suo nome\, tra questi\, l’album più recente si intitola “Siciliana” – un omaggio ai pianisti compositori da Bach a Chick Corea e realizzato in trio con Andrew Cleyndert e Mark Taylor (Trio Records\, Inghilterra\, 2016)\, preceduto da “I Could Write a Book” (gennaio 2014) e “Who cares?” (dicembre 2014) in super audio cd e vinile\, in duo con Scott Hamilton; “A Jellyfish From The Bosphorus” (ABEAT REC\, 2013) in trio\, inciso tra l’Italia ed il Regno Unito e “Gull’s Flight” (ABEAT REC\, 2011) realizzato con l’Andrea Pozza European Quintet e che coinvolge i musicisti inglesi e olandesi. \nPaolo Benedettini ha studiato con Furio Di Castri\, Buster Williams\, Barry Harris\, Keter Betts e Wayne Dockery. Dal 1995 collabora con musicisti di fama mondiale come Jimmy Cobb\, Eddie Henderson\, George Cables\, Eliot Zigmund\, Keith Copeland\, Eric Alexander\, Peter Bernstein\, Jack Walrath\, Dado Moroni\, Steve Gut\, Paolo Fresu\, Joe Magnarelli\, Bud Shank\, Jesse Davis\, Benny Golson\, Jimmy Lovelace\, Gianni Basso\, David Hazeltine\, Tom Kirkpatrick\, David Liebman\, Gianni Cazzola ecc… Nel 2000 entra a far parte del trio del batterista Bobby Durham con Massimo Faraò al piano\, che gli dà l’opportunità di accompagnare solisti come Archie Shepp\, Hal Singer\, Grant Stewart\, Shawnn Monteiro\, Irio De Paula. Dal 2011 al 2016 si trasferise a New York\, dove la sua crescita musicale si completa. Partecipa a numerose rassegne e festival sia in Europa che negli USA. \nAdam Pache è uno dei batteristi jazz più interessanti giunti in Europa in tempi recenti. Risiede a Roma da qualche anno. Nato a Sidney\, Adam ha suonato e registrato conartisti del calibro di Clark Terry\, Christian McBride\, Steve Grossman\, Jeremy Pelt\, Junior Mance\, . Nel 1997studia e si laurea presso il Conservatorio di Sydney. Trasferitosi in America per perfezionarsi\, si fa subito notare ottenendo rico-noscimenti e significativi awards. La permanenza a New York gli ha permesso di studiare con batteristi del calibro di: Carl Allen\, Gregory Hutchinson e Rodney Green. \nSi è esibito in alcuni dei più grandi festival internazionali come New York JVC Jazz Festival\, Montreux Jazz Festival e Copenhagen Jazz Festival. Ha anche fatto tournèe in Giappone\, nel Regno Unito\, Svezia\, Svizzera\, Norvegia\, Repubblica Ceca\, Germania\, Belgio\, Slovenia\, Cina\, Tailandia\, Filippine\, Nuova Caledonia\, Kuwait\, Emirati Arabi Uniti\, Libano e Stati Uniti.
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SUMMARY:Storie di Musiche & Musicisti: Il giro del Jazz in 80 minuti
DESCRIPTION:INGRESSO LIBERO. \nIl giro del Jazz in 80 minuti conferenza a cura del Prof. Vincenzo Martorella (critico musicale e storico della musica).
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SUMMARY:Noam Wiesenberg Quintet feat. Ben Van Gelder
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 12 – RIDOTTO STUDENTI EURO 5 \n \nNoam Wiesenberg contrabbasso\nNato a Tel Aviv\, Noam Wiesenberg è un bassista e arrangiatore molto ricercato nella scena musicale newyorkese. \nNoam was born into a music family\, and exposed to many different genres at an early age. After 12 years of playing the cello\, Noam switched his focus to the double bass at age 20. The first of several musical crossroads\, he chose to focus on jazz because he was mesmerized by the musical capabilities of jazz musicians. Following this transition\, he quickly became an integral part of the Israeli Jazz scene. His classical background informs both his composition and arranging\, and has lead to collaborations with some of the top symphony orchestras in Israel\, including The Jerusalem Symphony Orchestra\, The Israel Symphony Orchestra Rishon LeZion\, The Haifa Symphony Orchestra\, and the Israel Defense Force Education Unit Orchestra. \nNoam studied composition and arranging at the Jerusalem Academy of Music and Dance and Jazz Performance at the Rimon School of Jazz and Contemporary Music. He moved to the USA in 2008 to further his formal studies\, and in 2010 graduated Magna Cum Laude in Jazz Performance from Berklee College of Music in Boston. He then moved to New York\, realizing a years-long dream to join many of his friends\, collaborators\, and mentors. Noam has since worked with many musicians from New York and beyond\, including Antonio Sanchez\, Ari Hoenig\, Billy Hart\, Jeff “Tain” Watts\, Gilad Hekselman\, Lage Lund\, Jonathan Kreisberg\, Seamus Blake\, Will Vinson\, Dave Liebman\, Aaron Goldberg\, Shai Maestro\, Uri Cane\, Matisyahu and more. \nAs an arranger\, his extensive international work includes an arrangement for the Metropole Orkest with Grammy award winning singer Lalah Hathaway\, conducted by the multiple Grammy award winner Vince Mendoza. Additionally\, Wiesenberg wrote string quartet arrangements for Chilean Singer-Guitarist Camila Meza’s new project – “Camila Meza & Nectar Orchestra”\, and was the arranger and musical director of a nonet project led by luminary drummer – Ari Hoenig. \nFollowing a ten year career as an arranger and performer of the work of other musicians\, Noam has released his debut album\, “Roads Diverge” on May 18th 2018 on Brooklyn Jazz Underground Records. \n“…his way with melody is as fun as his knack for clever arrangements… It all adds up to a very colorful debut full of promise and heart. Whatever roads Noam Wiesenberg chooses in the future\, we should have great pleasure in hearing him tell all about them.” (All About Jazz) \n“Strong and fresh” (Jazz Weekly) \n“…Being about the power of choice and making choices\, “Roads Diverge” shows enough assertiveness for us to conclude that Wiesenberg has made the right ones. His upright bass holds down the desirable amount of esprit to make each listening experience a gratifying\, fun ride.” (JazzTrail) \n“Roads Diverge showcases the myriad talents of a musician with a bright future.” (AJNEWS.COM) \n \nBen van Gelder sassofono\nBen van Gelder è considerato a livello internazionale un’autorità del sassofono contralto. Anche i suoi pari e i critici lo esaltano per il suo senso di lirismo e l’esplosivo virtuosismo. Van Gelder si è trasferito a New York quando aveva 17 anni e ha trascorso quasi un decennio collaborando e studiando con alcuni degli artisti più progressisti del mondo come Mark Turner\, David Binney\, Nasheet Waits e Ambrose Akinmusire. Ha formato un quintetto di coetanei lungimiranti e ha registrato tre album sotto il suo nome acclamati dalla critica. La band è stata in tournée in Europa\, Giappone e Stati Uniti. A New York\, Van Gelder ha stabilito forti legami con il centro culturale “Jazz Gallery” (dove il futuro è il presente)\, un luogo che promuove l’eccellenza artistica ed è noto come trampolino di lancio per i talenti. Ha ricevuto molte richieste dopo la sua ultima uscita pubblicazione\, Among Verticals. Il disco\, ispirato a un dipinto dell’astrattista Frantisek Kupka\, ha ricevuto recensioni a 5 stelle nelle pubblicazioni di stampa in tutto il mondo. Van Gelder ha vinto numerosi premi come il Deloitte Jazz Award e il Gold Award assegnati dall’Agenzia Federale per l’Avanzamento nelle Arti. Van Gelder attualmente presso la facoltà del Conservatorio di Amsterdam. \n\nPhilip Dizack tromba\nDenominato dal DownBeat Magazine come uno dei venticinque “Trombettisti del futuro”\, il compositore e interprete\, Philip Dizack\, è un punto fermo nel linguaggio della tromba jazz moderna. Dizack\, uno dei trombettisti jazz più creativi della città di New York\, in compagnia della successiva ondata d’eccellenza jazz. Ha pubblicato 3 album da solista ed è stato anche presente regolarmente nelle band e nelle registrazioni di Melissa Aldana\, Ben Van Gelder\, Bobby Watson\, Nicholas Payton\, Dayna Stephens\, Eddie Palmieri\, Wycliffe Gordon e molti altri.   Nel 2005\, Dizack è diventato il più giovane vincitore della prestigiosa competizione Carmine Caruso. Nel decennio successivo\, Philip ha pubblicato Beyond a Dream\, End of an Era\, Single Soul e il DVD\, Live in Barcelona. \nPhilip Dizack\, nativo di Milwaukee\, WI\, si è trasferito nella città di New York nel 2003\, dove ha frequentato la Manhattan School of Music con una borsa di studio. Come finalista di YoungArts\, è diventato un All-Star dell’Associazione NFAA Clifford Brown/Stan Getz\, in tournée negli Stati Uniti\, in Canada e in Giappone. Nel 2004 gli è stato conferito il terzo posto dell’International Trumpet Guild Jazz Competition\, vincitore della borsa di studio John Coltrane\, e vincitore del Concorso Nazionale di Tromba nel 2005. \n\nEden Ladin pianoforte\nFin dal suo esordio sulla scena newyorkese nel 2008\, Eden Ladin è diventato una vera forza di complessità armonica e lirismo. Giocando con una sensibilità che proviene solo dall’auto-riflessione e dall’esplorazione collettiva\, il pianista\, tastierista e compositore ha ottenuto il riconoscimento da alcune delle più prestigiose pubblicazioni e istituzioni della musica\, e ha collaborato con una serie di artisti\, compreso Avishai Cohen (basso)\, Avishai Cohen (tromba)\, Kimberly Thompson\, Ben Street\, Joel Frahm\, Nir Felder\, Eli Degibri\, Mark Guiliana\, Donny McCaslin\, Joe Martin\, Justin Brown\, Marcus Gilmore e Charles Altura. Eden ha inoltre registrato con un numero di voci distintive\, tra le quali Wallace Roney\, Eric Harland\, Ben Wendel\, Myron Walden\, Darren Barrett\, Gilad Hekselman\, Ari Hoenig\, Omer Avital\, Philip Dizack\, Joe Sanders\, Dayna Stephens\, Orlando le Fleming\, Harish Raghavan\, Marcos Varela\, John Ellis e Camila Meza. \nCresciuto a Tel Aviv come il figlio del famoso batterista israeliano Gil Ladin\, Eden iniziò a suonare la batteria all’età di 4 anni\, ma aveva iniziato ad essere sedotto dal pianoforte all’età di 8 anni. Continuò ad essere affascinato dal ritmo durante la scuola elementare e\, all’età di 14 anni\, passò al piano come strumento principale\, studiando privatamente con Alec Katz e Amit Golan e con Yafim Yoffe per ear-training e armonia. Avendo ricevuto la borsa di studio dall’American-Israel Cultural Foundation per gli studi all’estero delle performance jazz\, così come una borsa di studio per studiare alla New School per Jazz e Musica Contemporanea\, Eden ha iniziato a cercare l’insegnamento di idealisti come\, George Cavi\, Reggie Workman\, Billy Harper\, Kirk Nurock\, William Parker\, Robert Sadin\, Charles Tolliver\, Gerard D’angelo\, Jane Ira Bloom\, Kevin Hays\, Sam Yahel\, Joanne Brackeen\, Vijay Iyer\, Doug Weiss\, Ari Hoenig\, Ben Monder e Lee Konitz – l’ultimo dei quali ha risvegliato in Eden un concetto duraturo: “Suona ciò che canti; non cantare ciò che suoni “. \nLa sincerità di espressione e il virtuosismo dello stile ha permesso ad Eden di suonare in molti dei famosi club e locali di New York\, tra cui The Blue Note\, Joe’s Pub\, Webster Hall\, Sullivan Hall\, Dizzy’s Coca Cola\, Iridium\, BB King Blues Club\, Smoke Jazz e Supper Club \, The Stone\, Smalls Jazz Club\, Mezzrow\, The Jazz Gallery\, Le Poisson Rouge\, 92Y\, Symphony Space\, National Sawdust e Highline Ballroom. Eden ha intrapreso anche tournée a livello internazionale e suonato in festival e sale per spettacoli di fama mondiale come l’Auditorium Parco della Musica (Italia)\, Auditorium de Lyon (Francia)\, Wiener Konzerthaus (Austria)\, Opera Garnier de Monte Carlo (Monaco)\, Bozar Center For Belle Arti (Belgio)\, Sala concerti del Congresso di Vilnius (Lituania)\, Cotton Club (Giappone)\, Ronnie Scott (Inghilterra)\, Duc des Lombards (Francia)\, Marian’s Jazz Room (Svizzera) Centro Cultural Roberto Cantoral (Messico)\, Sesc Pompéia ( Brasile)\, Marciac Jazz Festival Main Stage (Francia)\, Gent Jazz Festival (Belgio)\, Pontevedra Jazz Festival (Spagna)\, Red Sea Jazz Festival (Israele) e Festival Jazz International Rotterdam (Olanda). \nSeduto in silenzio\, ascoltando la musica che risuona nella sua mente\, Eden ha svelato la sua narrativa personale nelle composizioni originali. Ciascuna delle quali riflette anni di esplorazione musicale\, viaggiando avanti e indietro tra New York e Tel Aviv. Il suo debutto discografico YEQUM (Contagious Music\, 2017) presenta 11 di queste composizioni\, co-interpretati da artisti unici Dayna Stephens\, John Ellis\, Gilad Hekselman\, Harish Raghavan e Daniel Dor\, insieme agli ospiti speciali Camila Meza e Yonatan Albalak. In ebraico\, “yequm” rappresenta “universo”. Attraverso le sue composizioni\, Eden ha ricreato il suo universo personale\, con il quale cerca di offrire ogni traccia all’ascoltatore. \n  \n \nFrancesco Ciniglio batteria\nNato a Napoli (Italia) il 5 marzo 1989\, Francesco Ciniglio ha iniziato a suonare la batteria all’età di 6 anni sotto la guida del Maestro Sergio Di Natale. Si è trasferito a New York all’età di 21 anni e ha ottenuto un Bachelor dal Fine Arts in Jazz Studies al College città di New York 4 anni dopo. Qui ha avuto l’opportunità di studiare con John Patitucci\, Fred Hersch\, Mike Holober\, Dan Carillo e Scott Reeves\, oltre a prendere lezioni private di batteria con Gregory Hutchinson. Nel marzo 2015 Francesco ha registrato il suo primo LP con Aaron Parks al piano e Joe Sanders al contrabbasso. L’album\, uscito a marzo 2016 con Fresh Sound New Talent e registrato negli Bunker Studios di Brooklyn\, è costituito da composizioni originali di Francesco\, insieme a standard del jazz.\nDall’inizio della sua carriera professionale ha potuto collaborare con musicisti come: Aaron Parks\, Joe Sanders\, Shai Maestro\, Dayna Stephens\, Seamus Blake\, Joel Frahm\, Donny McCaslin\, Scott Colley\, Sheila Jordan\, John Ellis\, Peter Slavov\, Mark Sherman \, Vincent Gardner\, Wayne Tucker\, Melissa Aldana\, Jure Pukl\, Dida Pelled\, Alex Claffy\, Alan Hampton\, Harish Raghavan\, Ari Roland\, Mike Karn\, Cyrille Aimee\, Stefano Di Battista\, Rosario Giuliani\, Alessandro Presti\, Alessandro Lanzoni\, Gabriele Evangelista e Daniele Tittarelli per citarne alcuni.\nAttualmente\, Francesco Ciniglio risiede a New York e\, grazie ad una borsa di studio è batterista dell’istituto Artist Diploma presso la Juilliard School of music.
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SUMMARY:Antonella Vitale Collection
DESCRIPTION:INGRESSO EURO 12 – RIDOTTO STUDENTI EURO 5\nANTONELLA VITALE\n\nAntonella Vitale\, vocalist stimatissima interprete e compositrice\, calca le scene del jazz italiano dagli inizi degli anni ’90. La sua versatilità e la sua grande capacità tecnica ed interpretativa sono i punti di forza delle sue performance.\n\n\n \n\n\nDurante il suo percorso artistico\, che l’ha vista a fianco di grandi musicisti del firmamento jazzistico italiano\, ha realizzato 6 CD come solista\, ” The Island” \, per l’Etichetta “Audiorecords”\, “The Look of Love”\, per l’etichetta Alfamusic\, il “Raindrops”\, per la “Velut Luna”\, “Random”\, per l’etichetta “Audiorecords”\, una raccolta di brani legati alla tradizione pop italiana\, reinterpretati in una chiave più acustica ed essenziale\, “Acoustic Time” insieme al percussionista Karl Potter\, ed il chitarrista Roberto Genovesi\, etichetta “Audiorecords”. \n\n\n\n\n\nIl CD “Song in my heart” per la prestigiosa etichetta discografica Giapponese “Albore Jazz”\, considerato tra i primi 11 dischi vocal jazz più belli dell’anno 2014 dalla rivista Giapponese “Jazz critique Magazine”\, è un omaggio che la raffinata interprete e compositrice ha dedicato alla tradizione jazzistica americana. La scelta degli standard selezionati nello sterminato repertorio del songbook\, è la bussola che ci orienta verso i suoi amori musicali\, da Cole Porter a Billy Strayhorn da Ray Noble a Miles Davis. \n\n\n \n\n\nCon “Collection” la vocalist\, propone una rilettura dei brani scelti tra quelli più rappresentativi di tutti i suoi lavori discografici come You go to my head\, Cherokee\, Easy to love\, For heaven’s Sake\, e brani originali\, in una chiave del tutto personale\, giocando sugli arrangiamenti (Andrea Beneventano) e le melodie. L’intento è quello di tracciare un percorso unico compostezza ed equilibrio di forme che non lasciano spazio ad alcuna indecisione; l’eleganza della voce si libera nelle corde di musiche e testi ricostruiti magistralmente come abito cucito da mano sartoriale.  \n\n\nAd accompagnare Antonella Vitale una formazione ritmica compatta e sofisticata\, un ensemble con cui ha condiviso il palco sin dai primissimi esordi realizzando molti precedenti lavori discografici\, sarà per questo che gli strumenti interagiscono armoniosamente mettendo in luce l’ottimo feeling e interplay.\n\n\n \n\n\n🎼 Antonella Vitale voce\n\n\n🎼 Andrea Beneventano pianoforte\n\n\n🎼 Francesco Puglisi contrabbasso\n\n\n🎼 Alessandro Marzi batteria\n\n \nANDREA BENEVENTANO\nAndrea Beneventano è pianista e compositore. Agli studi “jazzistici” da autodidatta ha affiancato quelli classici diplomandosi in pianoforte\, con il massimo dei voti\, a Roma presso il conservatorio di “S.Cecilia”. Ha in seguito anche approfondito le nozioni jazzistiche riguardanti soprattutto l’arrangiamento per orchestra diplomandosi in Jazz\, sempre a pieni voti\, presso il conservatorio “O.Respighi” di Latina. \nL’attività jazzistica lo ha visto affiancare a prestigiosi musicisti di livello internazionale come Steve Grossman\, Sal Nistico\, John Faddis\, Benny Golson\, Buster Williams\, Ed Thigpen\, Steve Turre\, Chico Freeman\, Red Rodney\, Rick Margitza\, Donald Harrison\, Ronnie Cuber\, Bill Smith\, George Garzone\, Stefano Di Battista\, Paolo Fresu\, Fabrizio Bosso\, Maurizio Giammarco\, Flavio Boltro\, Eddy Palermo\, Franco Cerri \, Massimo Urbani e tantissimi altri… \n\nFRANCESCO PUGLISI\nInizia da autodidatta a suonare il basso elettrico intorno a 11 anni intorno al 1970 e a 15 il contrabbasso. \nDal 1975 inizia a suonare jazz con gruppi italiani e anche ospiti stranieri partecipando a numerosi tour nazionali e internazionali e partecipazioni a numerosi festival. \n\nALESSANDRO MARZI\nNato a Roma in una famiglia di musicisti\, con madre e padre entrambi insegnanti al Conservatorio inizia giovanissimo lo studio del pianoforte. Presto dimostra  una grande sensibilità per le dinamiche espressive e sviluppa un personale gusto estetico\, radicato nella batteria jazz\, ma aperto a sonorita’ latine e percussionistiche. Terminato il Liceo Classico\,  conseguira’ brillantemente anche il Diploma in Percussioni al  Conservatorio Santa Cecilia. \nProsegue poi gli studi di batteria Jazz con Fabrizio Sferra e partecipa ai seminari di Gary Chaffeee Peter Erskine. Decisivo sarà l’incontro con il  flautista Nicola Stilo\, che dopo essere stato suo maestro alla Scuola di Testaccio lo chiamera’ nei suoi gruppi. \n  \n 
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SUMMARY:Nettuno Jazz Festival - Erasmo Bencivenga Trio feat. Aldo Bassi
DESCRIPTION:Nella magnifica cornice del Borgo Medioevale di Nettuno\, in Piazza San Giovanni\, arriva il Nettuno Jazz Festival 2018. In particolar modo\, Domenica 5 Agosto alle 21\, sul palco il nostro Erasmo Bencivenga Trio festa. Aldo Bassi. Non mancate!
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DESCRIPTION:L’8-11 Forchetta&Pennello\, in collaborazione con il 52nd Jazz\, vi invita alla Blue Night. \nSabato 26 maggio\, alle ore 21:30\, si esibiranno Erasmo Bencivenga al piano\, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria. \nE a loro si affiancherà lo straordinario trombettista Aldo Bassi. \nL’ingresso è libero e c’è la possibilità di cenare\, prenotando al numero 0773 283303.
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SUMMARY:Susanna Stivali 4et "Going for the Unknow" omaggio a Wayne Shorter
DESCRIPTION:Un progetto della vocalist\, autrice e compositrice Susanna Stivali\, una delle più note cantanti jazz italiane dell’ultima generazione. \nQuesto cd è un omaggio alla musica ed al genio di Wayne Shorter\, un musicista straordinario che rappresenta l’evoluzione della musica jazz\, dagli anni 50 ad oggi. \nI brani presenti nel cd seguono la filosofia di Wayne Shorter\, una scrittura moderna\, connessa con le radici\, sintetica e profondamente lirica\, ma che si sposa benissimo con il verso cantato. \nInoltre\, gran parte dei testi sono scritti in tre lingue diverse: inglese\, la lingua del compositore; Italiano\, la lingua di Susanna e portoghese. \nSusanna vanta altre grandi collaborazioni\, tra le ultime: quella con il grande pianista Fres Hersh\, con cui ha registrato il suo cd\, “Piani DiVersi” e quella con Chico Buarque\, che l’ha vista esordire in Brasile con la prestigiosa etichetta discografica Biscoito Fino. \nIl trio che accompagna Susanna Stivali è formato da alcuni dei migliori e più versatili jazzisti italiani. \nAlessandro Gais al pianoforte ed elettronica. \nGais ha collaborato con un numero notevole di musicisti\, esibendosi all’estero presso location importanti come il “Palace theatre” di Broadway. \nSono molte anche le apparizioni televisive\, che gli hanno permesso di affiancare artisti come: Gianni Morandi (dal 92 ad oggi in numerose tournee’ in Italia e all’estero)\, Massimo Ranieri\, Patty Pravo\, Sergio Endrigo\, Lucio Dalla e molti altri. \nPietro Ciancaglini al contrabbasso. \nQuesto musicista\, che non è nuovo sul palco del 52 Jazz\, ha partecipato a diversi progetti musicali che gli sono valsi premi internazionali. \nQuello del 2006\, che lo ha visto suonare al fianco di Mario Biondi\, ha riscontrato un grande successo. \nEmanuele Smimmo alla batteria. \nUn musicista di origine sarda che\, dopo la sua esperienza negli States\, ha cominciato a collaborare con una moltitudine di artisti di fama nazionale ed internazionale. \nTra questi: Javier Girotto\, Louis Bacalov\, John Benitez\, Luca Bulgarelli\, Tommy Emmanuel\, PMJO (Parco della musica Jazz Orchestra)\, Massimo Nunzi all star jazz orchestra\, Francesco Angiuli\, Fabio Zeppetella e Dario Deidda. \n  \nAlessandro Gwis – pianoforte ed elettronica \nPietro Ciancaglini – contrabbasso \nEmanuele Smimmo – batteria
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SUMMARY:Paolo Recchia Trio feat Nicola Angelucci\, “Peace Hotel”
DESCRIPTION:Domenica 29 aprile\, avremo il piacere di accogliere il musicista che lo stesso Benny Golson ha definito come il miglior batterista con il quale ha suonato in Europa. \nBasterebbero queste parole per sottolineare il talento di Nicola Angelucci\, ma egli vanta collaborazioni con altri celebri leader del Jazz\, quali: Wynton Marsalis\, Dee Dee Bridgewater\, Steve Grossman\, Sonny Fortune\, Wess Anderson\, Jeremy Pelt\, Joel Frahm\, Eddie Gomez e Andy Gravish. \nInizia a suonare la batteria da giovanissimo\, sotto la guida di Alberto Biondi.\nEd ora è un musicista dall’esperienza indiscussa\, vincitore di numerosi premi e protagonista di diversi progetti\, con ben 60 dischi all’attivo. \nAd Angelucci si affiancherà Paolo Recchia\, mentore e sassofonista del trio. \nIl suo stile è bilanciato e composto\, ma capace di grandiose impennate emotive. Questo grazie alla sua grande sensibilità e forza espressiva. \nAnche lui vanta innumerevoli collaborazioni: Rosario Bonaccorso\, Adrianne West\, Dado Moroni\, Joel Frahm\, Alex Sipiagin\, Andy Gravish\, Roy Hargrove\, Jeremy Pelt\, Stephane Belmondo\, Flavio Boltro e Fabrizio Bosso\, sono solo alcuni degli artisti con cui ha lavorato. \n\n\n\n\n\n\n\n\nOltre alla sua intensa attività concertistica in tutta Italia\, Paolo Recchia tiene regolarmente lezioni di musica ed è docente di sassofono presso i corsi di formazione per big band a Lanciano. \nAnche Enrico Bracco è un chitarrista e compositore di grande talento. \nPrima della sua collaborazione con il trio\, iniziata qualche anno fa\, ha suonata con numerosi musicisti\, alcuni tra questi sono: Tony Scott\, Eddie Henderson\, Vince Benedetti\, Dario Deidda\, David Sanford e l’ospite della scorsa settimana\, Alice Ricciardi. \nEnrico interviene in contesti diversi\, lavorando per il teatro\, il cinema e la televisione ed anche lui\, all’attività concertistica\, affianca un intenso lavoro didattico. \nIl contrabbassista del gruppo è Nicola Borrelli\, un abile chitarrista e un apprezzato compositore. \nUn musicista di Latina che vanta studi internazionali e collaborazioni con artisti come: Steve Grossman\, Tardo Hammer\, Vince Benedetti\, Nicola Arigliano\, Tony Castellano\, Larry Smith\, Gianni Sanjust\, Kristian Jorgensen\, Ole Jorgensen\, Jens Sondergaard\, Carlo Atti\, Gianni Savelli\, Aldo Bassi\,  Riccardo Biseo\, Luigi Grasso\, Irio De Paula e Roberto Gatto. \nNel 2010 ha presentato il primo disco\, “Volumezero”\, in collaborazione con Erasmo Bencivenga e Tommaso Tozzi del Triology Jazz Trio. \n  \n\n\n\n  \nPAOLO RECCHIA -sax contralto  \nENRICO BRACCO – chitarra \nNICOLA BORRELLI – contrabbasso \nNICOLA ANGELUCCI – batteria 
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SUMMARY:New Motion 4et
DESCRIPTION:Come vola il tempo… quando ci si diverte al ritmo del jazz. \nSiamo al decimo appuntamento\, il penultimo del mese di aprile e con grande entusiasmo\, vi annunciamo gli ospiti della serata:  \nI New Motion 4et. \nQuesto quartetto italoamericano\, che si esibirà il 22 aprile sul palco dell’8-11\, è composto da musicisti straordinari. \nAnthony Pinciotti è un batterista dinamico e innovativo\, esperto in jazz\, rock e world music.  \nA New York Anthony si esibisce con molti dei musicisti più vitali e lungimiranti della scena di oggi; alcuni tra questi sono: James Moody\, Dr. Lonnie Smith\, John Abercrombie\, Joe Lovano e Randy Brecker\, solo per citarne alcuni. \nCome se non bastasse\, egli ha suonato nei luoghi e nei Festival più rinomati al mondo e ha partecipato alla registrazioni di numerosi dischi. \nUn curriculum invidiabile anche per Francesco Geminiani\, un sassofonista veronese che\, grazie al suo talento\, si è trasferito a New York nel 2012. \nHa lavorato con i più talentuosi musicisti\, come Eddie Henderson\, Billy Cobham\, Dado Moroni\, Bill Stuart e Doug Weiss e nel 2015\, ha iniziato un progetto chiamato “Colorsound”. \nQuesto lavoro\, pubblicato nel marzo 2018\, è stato interamente registrato e prodotto a New York in collaborazione con Rick Rosato e Mark Schilders\, considerati i migliori musicisti emergenti del panorama jazz.  \nUn altro talento è quello di Luca Mannutza\, il pianista sardo dalla dote innata.Vincitore di molteplici premi internazionali\, è stato ospite di eventi jazz di rilievo.  \nTra le sue innumerevoli collaborazioni: quella con Mario Biondi\, Rava\, Fresu\, Bosso\, Boltro\, Tamburini\, Amato\, Scannapieco\, Cisi\, Giammarco\, Bonisolo\, Giuliani\, DiBattista\, Gatto e molti altri. \nIl suo nome è presente sui giornali e le riviste specializzate di maggior spessore\, che gli hanno dedicato sempre ottime recensioni. \nUltimo\, ma non per importanza\, è il bassista Lorenzo Conte. \nLorenzo si dedica alla musica jazz da diversi anni e ha collaborato con moltissimi musicisti\, europei ed americani. \nTra questi: Enrico Rava\, Jesse Davis\, EddieHenderson\, Ronnie Mathews\, Art Farmer\, John Hicks\, Harry Allen e Steve Ellingto.  \nAltrettanto numerosi\, i Paesi in cui si è esibito: Italia\, Francia\, Svizzera\, Unione Sovietica\, Olanda\, Germania\, Tunisia e  Spagna. \nDunque\, quello del 22 aprile è un exploit di talenti e jazz allo stato puro. Ma soprattutto\, è un’occasione unica per qualsiasi batterista della zona\, a prescindere dai gusti musicali. \nVedere all’opera un maestro della batteria come Pinciotti\, infatti\, non è cosa da tutti i giorni. \nFRANCESCO GEMINIANI – sax tenore \nLUCA MANNUTZA – piano \nLORENZO CONTE – contrabbasso \nANTHONY PINCIOTTI – batteria
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SUMMARY:Alice Ricciardi Quartet-Smoke Gets In Your Eyes
DESCRIPTION:Il suo primo disco\, “Comes love”\,  è arrivato nel 2008 ed è stato registrato dall’etichetta Blue Note/EMI.  \nMentre l’ultimo album\, “Optics”\, è stato pubblicato dall’etichetta americana del grande sassofonista Greg Osby\, l’Inner Circle Music. \nA lei si aggiunge un trio straordinario. \nFrancesco Poeti\, un chitarrista della nuova generazione ed un giovane ambizioso\, che si sta facendo notare nel panorama jazzistico romano grazie al suo talento. \nVincenzo Florio\, uno fra i contrabbassisti più attivi sulla scena jazz italiana. Fra le sue numerose collaborazioni\, egli vanta quella con un artista di rilievo come il sassofonista americano Steve Grossman.  \nArmando Sciommeri\, un batterista ed un veterano del panorama jazz. Ha iniziato a suonare all’età di 14 anni e dopo una serie di lavori come side-man\, è uscito allo scoperto nel 2008 con il suo primo disco\, intitolato “Lo schiavo”. \nIl quartetto renderà omaggio al meraviglioso e sempre seducente repertorio della Golden-Age vocale\, riproponendo brani di grandi autori: Jerome Kern\, Hoagy Carmichael\, Rodgers & Hart\, Cole Porter. \nCanzoni celebri come “Smoke Gets In Your Eyes”\,  verranno presentate con uno stile del tutto personale.  \nPiccole alterazioni di dizione\, timbro\, tempo\, dettagli della melodia e dell’armonia\, daranno ai brani proposti nuova luce e faranno inaspettatamente brillare le note\, gli accordi e le parole\, al ritmo del jazz. \nALICE RICCIARDI-voce \nFRANCESCO POETI-chitarra \nVINCENZO FLORIO-contrabbasso \nARMANDO SCIOMMERI-batteria
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SUMMARY:Fabrizio Andreozzi Quintet
DESCRIPTION:Con l’ottavo appuntamento\, previsto per domenica 8 aprile\, il 52 Jazz Club affiderà il palco dell’8-11 ad un quintetto ormai consolidato: il Fabrizio Andreozzi Quintet. \nIl gruppo è composto da alcuni tra i migliori musicisti italiani e propone uno stile Mainstream basato su una solida ritmica e solisti ispirati. \nDopo un rodaggio di circa tre anni\, questi musicisti hanno creato il primo lavoro a proprio nome: l’ album THE FATE. \nRegistrato live in studio a fine ottobre 2017\, l’album è composto completamente da brani originali. \nProdotto dall’Etichetta Romana Musica (ERM) è disponibile in tutti gli store on line e viene venduto durante i concerti in forma fisica. \nAndreozzi\, formidabile batterista e fondatore del quintetto\, ha già inciso diversi dischi: nel 1997 Where the wind blows (Kite Jazz Band)\, nel 2001 Soul Woman (M.Zazzarini/F. Andreozzi Quartet) e nel 2007 Moons (Mauro Zazzarini Quartet). \nLa carriera infinita di Mario Raja vanta collaborazioni con Rai-Tv e artisti internazionali\, alcuni tra questi: Bob Brookmeyer\, Mel Lewis e Joe Lovano. \nLo stesso vale per Claudio Corvini\, Pietro Ciancaglini e Alessandro Bravo\,  tutti presenti nel panorama jazz italiano da parecchi anni. \nCorvini ha collaborato con le più note Scuole di musica romane\, tra cui la Saint Louis Music Center\, la Scuola di Musica di Testaccio\, Studio Uno e Fedim.  \nCiancaglini ha partecipato a diversi progetti musicali\, grazie ai quali ha vinto premi internazionali. In particolare quello del 2006\, che lo ha visto suonare al fianco di Mario Biondi\, ha riscontrato un grande successo. \nUltimo\, ma non per importanza\, è Alessandro Bravo. Oltre a collaborare con numerosi artisti\, ha suonato in prestigiose rassegne nazionali ed internazionali. Inoltre\, le sue incisioni sono state pubblicate in compilation importanti e trasmesse da radio nazionali. \n  \n  \nFABRIZIO ANDREOZZI | batteria \nMARIO RAJA | sax tenore \nCLAUDIO CESAR CORVINI | tromba e flicorno \nALESSANDRO BRAVO | piano \nPIETRO CIANCAGLINI | contrabbasso
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SUMMARY:Beatles in 52nd Jazz
DESCRIPTION:  \nData la domenica di Pasqua\, il concerto di 52nd Jazz si svolgerà sabato 31 marzo e ad aspettarvi troverete uno spettacolo imperdibile. \nQuello organizzato dal 52nd Jazz sarà un doveroso tributo alla musica dei Beatles\, un gruppo che\, nonostante i quasi 50 anni dalla rottura\, continua ad influenzare e ad ispirare i musicisti jazz di tutte le latitudini. \nSaranno 12 i musicisti che si alterneranno sul palco del 52nd Jazz\, reinterpretando alcuni dei brani del celebre quartetto di Liverpool\, con arrangiamenti originali in chiave jazz\, pensati per le combinazioni delle varie band. \nSicuramente uno spettacolo un po’ diverso dal solito\, dove la passione per la musica jazz traspare non solo dal talento\, ma anche dal saper condividere il palco. \nL’entusiasmo con cui questi musicisti hanno accettato un’insolita proposta\, rappresenta in pieno lo spirito del 52nd Jazz: in cui la musica jazz è espressione degli ideali più alti e tra questi ideali\, c’è sicuramente la voglia e la capacità di ogni musicisti che si rispetti di unire le forze e collaborare. \n  \nAlessandro Di Cosimo\, Giovanni Silvia\, Claudia Guarnieri – voci \nAldo Bassi – tromba \nMax Filosi – sax alto e soprano \nErasmo Bencivenga\, Mauro Pacini – piano \nNicola Borrelli\, Giovanni Tozzi\, Mario Ferrazza – contrabbasso \nTommaso Tozzi – batteria \nGiorgio Raponi – batteria e voce
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SUMMARY:Buenos Aires Cafè Quintet
DESCRIPTION:Il sesto appuntamento di questa stagione Club\, previsto per domenica 25 marzo\, vedrà salire sul palco dell’8-11 (ex Stoà) un quintetto già molto apprezzato nel territorio. \nSono i Buenos Aires Cafè Quintet\, un gruppo caratterizzato dalle sonorità calde\, tipiche del tango argentino e capitanato dal fisarmonicista\, nonché fondatore\, Cristiano Lui\, un artista che vanta collaborazioni nazionali ed internazionali. \nTra i componenti\, troviamo altri quattro splendidi musicisti: il violinista Oscar Di Raimo\, il chitarrista Stefano Ciotola\, il pianista Remigio Coco e il contrabbassista Paride Furzi. Oltre alla passione per la musica jazz\, questi artisti hanno in comune un grande talento e dei curricula di degna nota. \nUna delle collaborazioni più recenti è quella con Placido Domingo Junior. Artista di fama internazionale e figlio d’arte\, che ha richiesto la collaborazione dei Buenos Aires nei suoi lavori più recenti. \nNel 2017\, il gruppo ha anche accompagnato Domingo durante il suo primo concerto-spettacolo in Italia\, “Volver – Anima Tango”\, tenutosi presso l’Auditorium Parco della Musica (RM). \nQuello dei Buenos Aires Cafè è solitamente uno spettacolo a tutto tondo\, fatto di danze e momenti recitati\, ma in questo frangente l’esibizione si concentrerà solamente sulla performance musicale. \nL’eleganza e la passionalità del loro repertorio vi trasporterà nelle intense melodie del Tango Tradizionale\, fino a  giungere a quelle più rinomate e coinvolgenti del Tango Nuevo di Astor Piazzola e Richard Galliano\, artisti a cui lo stesso gruppo si ispira da sempre. \n  \nCristiano Lui | bandoneon e fisarmonica \nOscar Di Raimo | violino \nStefano Ciotola | chitarra \nRemigo Coco | piano \nParide Furzi | contrabbasso
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SUMMARY:Giambattista Gioia Quartet  “TRIBUTO A CHET BAKER”
DESCRIPTION:Giambattista Gioia Quartet \n“TRIBUTO A CHET BAKER” \nA Latina la domenica è qualcosa di più di un giorno festivo o di riposo. \nInfatti\, la domenica latinense è diventata un’occasione unica per gustare un ottimo apericena in una splendida location ed ascoltare artisti di talento che suonano dell’ottima musica jazz. \nDomenica 18 marzo\, presso l’ 8-11 Forchetta&Pennello (ex-Stoà)\, si esibirà la band costituita da Giambattista Gioia alla tromba e al flicorno\, Erasmo Bencivenga al piano\, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria. \nQuesto quartetto d’eccezione presenterà un omaggio ad uno dei più iconici trombettisti statunitensi: Chet Baker. \nUn programma costituito dai brani della tradizione jazz che hanno reso celebre un grande artista\, nonché pioniere di un genere specifico: il cool jazz. \nIl suono caldo del flicorno ci accompagnerà in questo viaggio imperdibile\, \nattraverso pezzi come “If I should loose you”\, “Bernie’s tune\, Let’s get lost” e altri capolavori\, riportandoci all’essenza del jazz intimista e rilassato tipico di un musicista come Baker. \nUn tributo doveroso a un trombettista\, nonché cantante\, che ci ha lasciato tanto\, legando la sua storia anche al nostro paese\, grazie alle molteplici collaborazioni con artisti italiani. \nAnche l’ospite della serata\, Giambattista Gioia\, è un concentrato di passione e talento. \nIl suo curriculum è costellato di collaborazioni importanti ed esperienze internazionali\, esemplificative del suo talento e della sua versatilità. \nDopo aver frequentato il conservatorio di “Licinio Refice” a Frosinone\, Gioia vince diversi concorsi e partecipa a molti spettacoli teatrali\, tra cui “Una Martins De Luxe” di Pallottini  e “Fino all’ultima nota” di Patelli. \nDal 2000 iniziano le sue collaborazioni con artisti italiani ed americani: Enzo Scoppa\, Eddy Palermo\, Steve Grossman\, Andrea Beneventano\, Claudio Colasazza\, Francesco Puglisi\, Ron Seguin\, Piero Odorici\, Mauro Verrone\, Red Pellini\, Daniele Tittarelli\, Michele Polga\, Maurizio Urbani\, Lillo Quaratino\, Enrico Ghelardi\, Stefano Cantarano\,Vincenzo Lucarelli\,Vincenzo Florio\, Marco Valeri\, Paolo Ramaglia\, Marco Loddo \,Massimiliano De Lucia\,Tony Formichella e tanti altri. \nGiambattista Gioia | tromba e flicorno \nErasmo Bencivenga | piano \nNicola Borelli | contrabbasso \nGiorgio Raponi | batteria
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