Francesco Bruno 4tet – “New Heart Waltz”

Il nuovo appuntamento della stagione invernale del 52nd Jazz porta sul palco del Geena una delle figure più autorevoli e originali della scena jazz italiana: Francesco Bruno, chitarrista e compositore attivo dagli anni Settanta, capace di attraversare linguaggi e generazioni con una voce musicale sempre riconoscibile.

Con il progetto “New Heart Waltz”, Bruno propone un percorso sonoro che intreccia radici jazz afroamericane, un forte senso melodico e suggestioni mediterranee. Il concerto ripercorrerà alcune delle sue composizioni più significative, tratte dai progetti Blue Sky Above the Dreamers e Zàkynthos, lavori che hanno consolidato la sua identità stilistica: un jazz narrativo, ricco di colori, poetico e immediato.

Line-up

  • Francesco Bruno – chitarra

  • Pierpaolo Principato – pianoforte

  • Andrea Colella – contrabbasso

  • Giorgio Raponi – batteria

Attivo dalle origini del jazz romano degli anni ’70, Bruno ha collaborato con leggende come Don Cherry, ha scritto brani divenuti evergreen negli anni ’80 e ha portato nei teatri italiani progetti multimediali dedicati a Tiziano Terzani. Negli anni più recenti ha consolidato una scrittura matura, evocativa, in equilibrio tra jazz, world music e un lirismo che lo rende una voce unica nel panorama italiano.

Vernissage della mostra di Alessandra Chicarella

cArte nautiche

La serata si aprirà con l’inaugurazione della mostra “cArte nautiche” di Alessandra Chicarella, a cura di Fabio D’Achille e organizzata dal MAD – Museo d’Arte Diffusa, un percorso visivo che trasforma il mare in una mappa dell’interiorità.

L’artista descrive così la sua opera:

«Una mappa concettuale per navigare in uno spazio cognitivo.
Il Punto Nave non è più una certezza.
Le coordinate si piegano alla fantasia e colmano il vuoto delle mie dipendenze.
Non ci sono porti, fari e pareti a ridosso del temporale.
Mi fermo e lascio che tutto fluisca come le onde nel mare.
Segno un punto col compasso sulla carta.
Annoto con un cerchio gli scogli affioranti e mi perdo nelle profondità di una costa tutta ancora da scoprire.
Chissà come si sentivano gli antichi navigatori a solcare mari sconosciuti in mondi nuovi.»

Una riflessione visiva sulla rotta incerta della conoscenza, dove la geografia diventa immaginazione e il viaggio un atto di libertà.

Il MAD – Museo d’Arte Diffusa è partner del 52nd Jazz per l’intero cartellone espositivo.

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